Leggiadria nei piatti di Andrea Berton a Fish&Chef

uovo, mango e yogurt: il dolce squisito di Andrea Berton -  Qui scoprite gli altri piatti

uovo, mango e yogurt: il dolce squisito di Andrea Berton -  Qui scoprite gli altri piatti

Non mi capita spesso di scrivere di cibo. Non sono una "food maniac" e anzi, lascio sempre più spesso il cellulare nella borsa, evitando di fotografare.

La sera del 24 aprile a Bardolino, presso Aqualux Hotel SPA,  ho dovuto fare un'eccezione fissando le immagini di quei piatti indimenticabili che ha creato Andrea Berton, durante la terza serata della Rassegna Fish&Chef (li potete vedere servendovi del link sotto la foto).

Già,  in copertina vedete il dolce che mi rimarrà stampato nella memoria visiva e gustativa: un'opera d'arte con pochi ingredienti semplicissimi. Tecnica ineccepibile.

Come gli altri piatti, del resto:  in tutti, armonie di colori, forme e soprattutto sapori: puliti, riconoscibili, ben calibrati. 

E ad accompagnare queste eccellenti proposte c'erano il Custoza e il Bardolino 2015 di Albino Piona. Semplici e di grande classe.

Insomma, piatti e vini leggiadri per una cena da ricordare.

 

#Vinitaly2016 Minipost - Questo è il vero problema, cara Verona Fiere

Cara Verona Fiere,

tranquilla: l'edizione numero 50 dì Vinitaly è stata la migliore di tutte le quindici consecutive a cui ho partecipato. S'è visto un cambio di passo: molte cose sono migliorate, altre sono perfettibili, ma di questo scriverò dopo.

Quello che mi preme affrontare oggi è la questione che vedi illustrata in questa foto, scattata da me alla discesa dalle navette (li ho visti per tre giorni di seguito).

Questi figuri che ti offrivano - con accento non propriamente anglosassone - i biglietti a 35-40 euro, dove li hanno presi?  Chi glieli dà.? Sono domande pesanti, soprattutto se ti metti a ragionarci su.

Verona Fiere, hai fornito biglietti a pagamento ( quest'anno a 30 euro più iva) ai produttori e solo per ospiti italiani - ok?

Quantii ne comprano le aziende i Consorzi e le cooperative con molti soci? Molti, si presume.

Come vengono registrati questi biglietti venduti a pacchetti? In realtà dovrebbero essere nominativi. Sul bus navetta ( sì per venire in Fiera ci sono anche le navette!)  ho parlato con un "visitatore" che veniva da Treviso. Alla domanda - Come hai avuto il biglietto? - ha risposto -  Me l'ha regalato un produttore - Alla domanda: - Come ti sei registrato?  - ha risposto - Ci ha pensato il produttore -.

Facciamo uno più uno: se il produttore lo ha registrato nominalmente, ha dovuto inventarsi una qualifica o un'attività inesistente dell'ospite? Probabile. 

Oppure, per te,  Verona Fiere,  è sufficiente che i biglietti acquistati siano registrati col solo nome del produttore.  In questo caso, ancora una volta, finisci col favorirne l' elargizione potenzialmente a chiunque, anche se quest'anno - visto il prezzo - probabilmente ne sono stati acquistati di meno.

Collegato a questo fenomeno della registazione, c'è il problema dei tornelli in uscita (e qui Prowein insegna): si entra e si esce con biglietto nominativo, fornito dalll'ente solamente a chi dimostra la propria attività di operatore del mondo del vino, con documentazione allegata alla richiesta, al momento dell'acquisto - ma si esce pure passando il biglietto d'entrata sotto lo scanner del fornello -.

Tanti registrati (veramente in modo nominativo)  e tanti usciti. Altrimenti continueremo a vedere questo spettacolo all' entrata.

Non guasterebbe pure un maggior controllo alle uscite: ho visto io giovani, non propriamente lucidi, avanzare impavidi verso i tornelli di uscita, anche con SCATOLE INTERE DI BOTTIGLIE.

Tornelli liberi e nessuno che li ferma.

Primo, non li fai entrare, se non sono registrati REGOLARMENTE.

Secondo, li blocchi all'uscita, così imparano.

A Vini Veri 2016: scoperte e conferme (tra rifermentati in bottiglia e anfore)

Da qualche anno non andavo a Vini Veri (credo che l'ultima edizione visitata sia stata la 2009), quindi ero spinta da una certa curiosità,. Ho trovato piacevoli sorprese. Innanzitutto una qualità media dei vini molto più  alta (e per la verità, anche i pezzi li ho trovati in parecchi casi piuttosto alti). Ho assaggiato vini precisi e ben fatti. Una scelta molto felice è stata, a mio parere, l'anticipazione dell'apertura al venerdì che precede il Vinitaly,  il che mi  ha permesso di assaggiare rilassata, senza l'incubo di dover correre da Cerea a Sarego per VinNatur, il motivo principale per cui negli ultimi anni ho disertato.

Qui sopra, nella gallery fotografica che scorre se ci cliccate sopra, alcuni vini che mi sono piaciuti particolarmente: in maggioranza sono vini bianchi, con attenzione voluta verso i rifermentati in bottiglia e i vini in anfora.

Laurent Bannwarth - Una bella scoperta tutta la gamma di questo produttore alsaziano che merita attenzione per la l'eleganza dello stile e la grande piacevolezza di beva: dal delizioso La petite folie, un gewurtztraminer rifermentato in bottiglia, fino al Qvevri Sinergie 2014,  un vino in anfora definito dal produttore "simpatico assemblaggio di riesling, pinot grigio e gewurztraminer"

Vodopivec - Una declinazione veramente interessante di vitowska: tutte sono prodotte in anfora tranne una. Comunicano un'idea di forza e antica saggezza. Mi è piaciuta molto la Vitowska 2011. Avevo assaggiato qualcosa anni fa a Mare e Vitowska e devo dire che questo approfondimento m è piaciuto molto.

Case Bianche - La Matta e il Fric  sono due vini, l'uno da fiano e l'altro da aglianico,  prodotti  da quest'azienda del Cilento che non conoscevo e  per me sono stati la sorpresa della giornata - per quanto riguarda la tipologia dei vini rifermentati in bottiglia -. Ineccepibili per pulizia olfattiva, sono entrambi "vin de soif", da bere con gran gusto per la freschezza succosa. Davvero ben fatti.

Il Pendio - Brusato rosa Met. Cl.Pas Dosè Primo assaggio, per me, di questo Pinot Noir 100% Rosé de Saignée  di un'azienda della Franciacorta che conobbi parecchi anni fa, prima della conduzione attuale di Michele Loda. Sottile ed elegantissimo nei profumi di fragoline e altri piccoli frutti ha un allungo gustativo eccellente e una tessitura di grande classe. 

Gotsa Wines  - Dovendo citare un vino, scelgo il Mtsvane2013, ma tutti i vini bianchi che Konstantin Gotsadze produce con la famiglia nei dintorni di Tbilisi in Georgia mi sono piaciuti molto. Sono prodotti secondo l'antica tradizione dei Kevri (qui un interessante filmato). Son vini corposi ma leggiadri nella beva e pulitissimi nei profumi, ottenuti da varietà autoctone in purezza o in blend (Il Mitsvane, appunto,  è  il nome di una varietà, fa macerazione sulle bucce di 7 mesi a cui seguono venti mesi di affinamento). Potete divertirvi anche con il Chinurii o il Tsitska, o il rosso da Saperavi. Eccellenze che potrebbero far innamorare dei vini in anfora chi non li ha mai bevuti.

Domaine de Juchepie Nell'Anjou, varie ed espressive tipologie da chenin prodotte in bodinamica ( sec, moelleux e liquoreux). Stupendo davvero il  La Passion 2010 (liquoreux). Volendo saperne di più ecco un interessante video sulla produzione dell'azienda, quasi interamente dedicata allo chenin.

Castello di Lispida - Da tempo non assaggiavo i vini di Alessandro Sgaravatti, che qui ho ritrovato con una del tutto nuova freschezza e piacevolezza. La mia preferenza va all' Amphora 2014, saporito blend di tocai e ribolla.

Casa Coste Piane Frizzante Naturalmente 2014 - una vecchia conoscenza, questo prosecco col fondo che ha fatto la storia della tipologia. Versato da una magnum,  si è rivelato assai migliore di come l'avevo trovato alla fine dell'estate scorsa: più grintoso, gustoso, sapido, forse appena più esile che in annate migliori dal punto di vista climatico. Sempre un gran bel sorso. Peccato sia finito; occorre attendere la nuova annata fra un paio di mesi.

Gatti Carolina - Ritrovo dopo qualche anno il Frizzante da uve "prosecco" Bolle Bandite ( qui il 2013) della cara Carolanin Cats, donna speciale per la carica vitale che mette nelle cose che fa. In poche parole, sostanzioso e assai migliorato rispetto al passato (ma lei sa che sono di gusti difficili!). In questo post vi segnalo assolutamente anche il Pushutà, un vino bianco frizzante che è in vendita per beneficenza: l'intero ricavato va a un progetto educativo di un asilo parrocchiale del paese peruviano di Huacrachuco. Complimenti Carolina! 

Qui non in fotografia, ma  sono davvero molto buoni, due rosati per l'estate che conosco e che si riconfermano di grande classe::

il Riflesso Rosi (annata 2015 assaggiata da prova di vasca) di Eugenio Rosi e il Terooldego  Vigneti delle Dolomiti Assolto 2015 di Redondel Paolo Zanini Vignaiolo. 

Dei due splendidi  Alsace Aoc Voyager di Pierre Frick ( blend di annate e vitigni riesling, sylvaner e pinot gris) e Gevrey Chambertin 2013 di Philippe Pacalet, non vi dico nulla e vi rimando a questa mia nota scritta a caldo.

Una nota di piccolo demerito ci sta: arrivando alle ore 15 circa al banco di Emmanuel Giboulot  ho appreso che i vini erano finiti. Pochissime le bottiglie, recuperate in Italia, credo, in mancanza della sua venuta. Davvero un peccato, dopo che l'organizzazione aveva sottolineato per bene la sua presenza a Vini Veri!

Nota ulteriore - invece -  di merito: la selezione dei produttori di gastronomia, con una menzione speciale per il Piccolo Forno Marziali di Saludecio (Rimini).

 

 

 

 

Due o tre cose su Vinitaly 2016 (Suggerimenti)

 

Prendetevela con calma, che tanto non riuscirete mai a rispettare in pieno la sequenza degli appuntamenti o delle degustazioni che avete messo in programma sulla vostra agenda. Pensavate di trovare anche qui una lista dei dieci vini imperdibili da assaggiare assolutamente?  No, preferisco suggerirvi altri scenari da scoprire.

Se troverò qualcosa di buono lo portete vedere in diretta seguendomi su Instagram (@undiwine)  e su Twitter (@Soavemente) : sarò a Vinitaly lunedì e martedi.

Mi pare che una delle proposte più interessanti di questa cinquantesima edizione di Vinitaly sia quella dell' appena nata Associazione Donne Della Vite,  e cioè un appuntamento al buio tra Vino&Paesaggio. Potrete partecipare alla loro ricerca, sviluppata con la collaborazione scientifica del Crea Viticoltura Enologia di Conegliano, sulla percezione della qualità del vino in rapporto al valore estetico del paesaggio. Si tratta di una degustazione alla cieca di alcuni vini abbinati ai paesaggi di produzione.  Potrete così diventare protagonisti del progetto che porta l’attenzione sulla tutela del paesaggio, quale patrimonio collettivo da tutelare. Per tutta la durata del Vinitaly . Le Donne della Vite vi aspettano al Padiglione 10 Stand B/3.

Se siete interessati a scoprire che cosa bolle in pentola riguardo alla viticoltura e ai vini del futuro, non potete perdere il convegno organizzato da L'Informatore Agrario "Le varietà di viti resistenti: le prospettive" che si svolgerà  martedì 12 aprile, alle 9.30 presso il Centro Congressi Arena– sala Rossini.  In programma anche una tavola rotonda e, a seguire, una degustazione di vini per mettere in luce, direttamente nel bicchiere, le potenzialità dei vitigni resistenti più promettenti. All’evento parteciperanno ricercatori, rappresentanti del Mipaaf, produttori, esperti e assaggiatori. Qui il programma.

Tra le proposte "gourmet" senz'altro è prendere in considerazione il padiglione Pizza & Chiaretto presso la Cittadella della Gastronomia che proporrà cinque turni di degustazione (alle 10.30, alle 12, alle 13.30, alle 15 e alle 16.30), ognuno con tre tipologie di DoppioCrunchdiPizza ed un’entrée di pane a pasta madre viva di Renato Bosco di Saporè  in abbinamento con tre diverse etichette di Chiaretto. Solo su prenotazione qui.

L'ultimo suggerimento è filatelico: non lasciatevi scappare il francobollo con la relativa cartolina ed annullo che è uscito in occasione di questa cinquantesima edizione(vedere foto in alto).  Diventerà storia. Lo trovate nell'ufficetto postale che si trova in una delle gallerie tra i padiglioni centrali  (non ricordo quale, però). Buon divertimento!

 

 

Buon compleanno Vinitaly! Verona festeggia con Vinitaly and the City

Quella che si profila all'orizzonte ha tutte le carte per essere davvero una "Golden Edition" di Vinitaly. Già, perché cinquant'anni di vita non sono poca cosa per una Fiera che è divenuta la vetrina per eccellenza del vino italiano.

L'edizione dei 50 sembra orientata a mostrare la maturità di una fiera finalmente dedicata agli operatori del settore.

Si è aumentato il prezzo del biglietto ( 80 euro per un giorno, 120 euro per quattro giorni, con costo leggermente inferiore se si acquista on line). Il biglietto è divenuto nominativo, con registrazione obbligatoria e permette una sola entrata ed uscita giornaliera. 

Finiremo di incontrare alla domenica - ma non solo - intere famigliole con passeggini al seguito, giovani studenti chiassosi e poco sobri, chiaramente non maggiorenni? Pare di sì: l'ingresso è vietato ai minori di 18 anni anche se accompagnati. E si spera che i controlli ci siano.

 Da venerdì 8 aprile a lunedì 11 aprile il pubblico non di settore avrà a disposizione le numerosissime opportunità di Vinitaly and the City, un vero e proprio festival che unisce vino, arte, cultura, musica e spettacolo all' interno del centro storico di Verona.  Tutto il programma è reperibile qui.

Qualche anticipazione dal comunicato stampa di Verona Fiere:

Vinitaly and the City è un'’iniziativa che rafforza ancora di più il legame tra la Fiera e la sua città esaltando le ricchezze che il territorio offre. Per la prima volta il fuori salone di Vinitaly coinvolge gli esercizi commerciali del centro storico, con decine di eventi nei negozi e bar, non solo nella Notte Viola di sabato 9 aprile, ma durante tutti i quattro giorni.

Vinitaly and the City è un evento diffuso, che ha il suo cuore in Piazza dei Signori dove sommelier accompagnano i wine lovers alla scoperta dei migliori vini italiani proposti da consorzi di tutela e cantine.  Sono a cura di I love Italian Food, invece, le piccole degustazioni tematiche di eccellenze 100% italiane, mentre la Loggia di Fra’ Giocondo e la Loggia antica diventano esclusive loungedove ascoltare racconti e storie legate alla tradizione e alla cultura enologica italiana, con narratori d’eccezione quali Marco Balzano, vincitore della 53ª edizione del premio Campiello. 

Nel vicino Cortile del Mercato vecchio è la musica ad essere protagonista, con concerti ed esibizioni live delle voci più in voga nel panorama musicale italiano come Paola Turci, Bianca AtzeiIrene FornaciariFrancesco GabbaniGiò Sada (vincitore di XFactor 9) & BarismoothsquadSagi ReiMauro Ermanno Giovanardi e Sonohra, senza dimenticare i dj set con Luca Onere, Davide Polettini e Marco Fullone di Radio Montecarlo, radio ufficiale dell’evento. 

Spostandosi nella vicina Piazza delle Erbe, la cima della Torre dei Lamberti offre l’emozione di una degustazione unica, a più di 80 metri d’altezza, affacciati sul panorama di Verona. 

La Torre non è il solo monumento di Verona toccato da Vinitaly and the City. Grazie al Tour Arte e Sapori del Territorio, organizzato in collaborazione con Fuori-Fiera insieme ai ristoratori del centro storico, si possono conoscere le bellezze culturali e storiche di una città patrimonio dell’Unesco. Un vero e proprio evento enogastronomico itinerante, alla scoperta dei luoghi più suggestivi, con l’aiuto di guide turistiche professionali. I percorsi sono diversi, ma tutti iniziano da Piazza Bra, all’info point dedicato, e terminano nella Loggia di Fra’ Giocondo in Piazza dei Signori.

Sempre di Fuori-Fiera è l’iniziativa “Taste and Visit” che anima Corte Sgarzerie, Arco dei Gavi e Piazza Bra con degustazioni di vini e le spiegazioni delle guide sui più importanti siti archeologici e monumentali di Verona.

Il fuori salone riserva un’attenzione speciale anche agli appassionati dei vini biologici e biodinamici con Biologic, dalla Terra alla Strada, nei padiglioni dell’Arsenale austriaco. Una rassegna realizzata insieme a Studioventisette dove al vino biologico e biodinamico si abbina il gusto dello street food, con 16 foodtruck in versione gourmet da tutta Italia. Si va dai Casonsèi de la Bergamasca alla polenta brustolita, dalla Miassa, all'arrosticino, dall'oliva ascolana all'hamburger di chianina, l'hamburger di persico del lago di Garda al vegan burger di quinoa, ceci ed erbette, dalla farinata di ceci alla pasta al pesto; Ancora prodotti tipici del Parmense rivisti in chiave street food, per tutti i gusti e per tutti palati. Ad accompagnare le degustazioni, incontri, spettacoli e workshop con un programma che spazia dall’e-commerce e storytelling del vino agli showcooking e alla moda. 

Buon compleanno Vinitaly! Buona festa a Vinitaly and the City!

 

 

 

 

All'Anteprima 2015 il Chiaretto il Lugana e il Bardolino scommettono sul futuro

Un successo consolidato e all'insegna dei grandi numeri quello dell'ottava Anteprima gardesana di Lazise, che quest'anno, oltre al Chiaretto e al Bardolino, ha contato anche sulla presenza del Lugana.  

Domenica 6 marzo, ben cinquemila visitatori hanno affollato la Dogana Veneta e la Motonave Brennero ormeggiata sulle riva del porticciolo, dove i 90 produttori presenti e una folta schiera dii sommelier hanno servito più di trecento etichette -  con l'annata 2015 e una retrospettiva della 2014 -

Un'edizione davvero ben organizzata, che giornalisti e operatori della comunicazione hanno apprezzato anche per la  comoda e organizzatissima sala stampa ( la Taverna da Oreste)  dove   si sono  assaggiati con calma tutti i vini, per l'intera durata della manifestazione. 

Sono notevoli anche i numeri comunicati dai Consorzi del Bardolino e del Lugana: i produttori dei tre vini gardesani mettono sul mercato, complessivamente,  42 milioni di bottiglie, con un fatturato di 125 milioni di euro.  

Tre vini per un territorio unico è l'affermazione vincente che questa bella Anteprima ha comunicato con efficacia: un territorio composto da 4.500 ettari di vigneto specializzato (3.000 per il Bardolino e Chiaretto, 1.500 per il Lugana) e vini il cui appeal nei confronti dei consumatori è in continua ascesa. Cresce infatti la richiesta del Chiaretto che negli ultimi 6 anni  ha visto  un incremento delle vendite dai 4,5 ai 10 milioni di bottiglie, seguito dal Lugana ( da 8 a 15 milioni di bottiglie).

La nuova veste rosa del Chiaretto, che è stata delineata lo scorso anno  con il lancio della Rosé Revolution (colore più chiaro, bouquet agrumato e grande freschezza) è apparsa consolidata, con un maggior numero di bottiglie che presentavano queste caratteristiche; nel Bardolino si sono definitivamente allontanate versioni troppo scure e compatte in favore di trasparenze, finezze olfattive ed eleganza gustativa. Con il progetto Bardolino Village, sostenuto da una quindicina di produttori, si scommette su un vino rosso che rimanga di scorrevole beva, ma che abbia la chance di poter evolvere nel tempo (almeno 5 anni).  Anche il Lugana punta a far apprezzare ai consumatori le sue particolari doti di longevità, come ha ben dimostrato una delle 9 degustazioni a tema che ha presentato 12 Lugana Riserva, alcuni davvero notevoli.

Guarda la short story su Steller.co

 

 

Anteprima Chiaretto, Lugana e Bardolino: i vini gardesani protagonisti a Lazise (Vr) il 6 e 7 marzo

locandina.jpg

Con piacere pubblico il comunicato stampa appena ricevuto, che annuncia il programma dell'Anteprima Chiaretto Lugana e Bardolino. Si tratta di appuntamento molto atteso dal pubblico e dagli operatori del settore, piacevole anche per il valore simbolico di aprire la stagione primaverile sul Lago di Garda.

 L'edizione 2016 amplia il panorama delle degustazioni anche al Lugana, l'altro vino simbolo del territorio gardesano. Quindi l'evento si fa ancora più interessante, anche per il programma molto nutrito. Arrivederci a Lazise!

Comunicato Stampa:

CHIARETTO, LUGANA E BARDOLINO SI PRESENTERANNO IN ANTEPRIMA INSIEME IL 6 E 7 MARZO 2016 A LAZISE (VERONA)

I produttori dei tre vini gardesani totalizzano complessivamente 42 milioni di bottiglie per un fatturato annuo di 125 milioni di euro

Il Chiaretto, il Lugana e il Bardolino della vendemmia 2015 si presenteranno al pubblico insieme domenica 6 e lunedì 7 marzo 2016 a Lazise, sul lago di Garda, loro territorio di origine. L’iniziativa è firmata dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Lugana, uniti nel proporre agli appassionati, alla stampa specializzata e agli operatori economici la nuova annata dei loro vini. Saranno presenti ben 90 produttori con circa 300 vini in degustazione. Per il Bardolino e il Chiaretto è l’ottava edizione dell’Anteprima, per il Lugana si tratta della prima volta. Oltre all’anteprima dei vini della vendemmia 2015 sono previste una “retrospettiva” dell’annata 2014 e una serie di degustazioni guidate di altri precedenti millesimi. La prima giornata è aperta al pubblico dalle 10 alle 18, la seconda è riservata agli operatori dalle 14 alle 21.

“Crediamo nel valore del territorio e in particolar modo di una zona affascinante come quella del nostro lago di Garda – dicono Franco Cristoforetti e Luca Formentini, rispettivamente presidenti dei Consorzi del Bardolino e del Lugana – e dunque abbiamo ritenuto importante presentare congiuntamente le diverse e complementari anime produttive dell’area gardesana in un’iniziativa che si candida a diventare una delle maggiori anteprime vinicole nazionali. Ringraziamo il Comune di Lazise per aver condiviso gli obiettivi, divenendo nostro partner in questa nuova avventura”.

Le denominazioni di origine del Lugana e del Bardolino, che ha anche la versione rosé del Chiaretto, sono state tra le prime ad essere istituite in Italia. Il Lugana, che si sviluppa su cinque comuni fra Lombardia e Veneto, è stato riconosciuto nel 1967. La doc del Bardolino, che interessa sedici comuni del Garda veronese e del suo entroterra, è del 1968. Le due zone confinano lungo la direttrice del fiume Mincio, emissario del lago di Garda. In tutto, si tratta di 4500 ettari di vigneto specializzato, di cui 3000 per il Bardolino e 1500 per il Lugana.

Oggi il Bardolino è sesto per produzione fra le doc rosse italiane e il Lugana è settimo fra le bianche, mentre il Chiaretto è leader assoluto fra i vini rosati a menzione geografica.

Complessivamente, Chiaretto, Lugana e Bardolino totalizzano vendite annue pari a 42 milioni di bottiglie, di cui 17 milioni di Bardolino, 15 di Lugana e 10 di Chiaretto, per un fatturato annuo globale pari a 125 milioni di euro, distribuito in maniera sostanzialmente equivalente fra le due denominazioni.

I vini hanno conosciuto negli ultimi sei anni un considerevole riposizionamento. Nell’ambito della doc del Bardolino ha ricevuto forte sviluppo la tipologia rosata del Chiaretto, cresciuta in sei anni da 4,5 a 10 milioni di bottiglie vendute. La doc del Lugana è al centro di una delle più significative performance nazionali sia in termini di volumi, ormai quasi raddoppiati, passando da 8 a 15 milioni di bottiglie, sia come prezzi, saliti del 35%, posizionandosi su una delle quotazioni medie più alte in Italia nel settore dei vini bianchi. Informazioni di dettaglio dell’iniziativa sul sito www.anteprimalazise.it

Ufficio stampa L'Anteprima Paola Giagulli - paola@paolagiagulli.it - tel. 3384812496

Aspettiamolo, l'Amarone!

Da qualche anno, all' Anteprima Amarone si possono assaggiare anche alcune annate precedenti.  Si tratta di un'opportunità molto interessante e i produttori, di anno in anno, scelgono con cura annate che ritengono rappresentative.

Anche in questa Anteprima 2012,  assaggiandone una quindicina, non ho potuto fare a meno di esclamare quanto si legge nel titolo di questo post: aspettiamolo, l'Amarone (perché se lo merita).

Ve ne descrivo alcuni che berrei  anche ora, ma che potrei tranquillamente lasciare ancora in cantina  Fate voi.

 Viviani Amarone della Valpolicella Cl. Casa dei Bepi 2010 - Spezie, cioccolato e confettura di ciliegia  mora riempiono il sorso, dopo aver intrigato il naso.  Leggerezza ed una rustica eleganza sostengono una bevibilità assoluta.

 Le Bignele Amarone della Valpolicella Cl. 2010 - Sottile e delicato nei profumi di petali essiccati, marasca, chiodi di garofano,  è scorrevole e fresco al palato, con un bel finale persistente e balsamico.

 Tenuta Santa Maria Valverde Amarone della Valpolicella Cl. 2009 - Una piacevole sorpresa quest’azienda che non conoscevo: ha presentato un Amarone di fine fattura,  complesso all’olfatto, dalle note di ciliegia sottospirito e cacao. Molto fresco e agile nella beva, mostra un carattere elegante e deciso.

 Albino Armani Amarone della Valpolicella Cl. Cuslanus 2008 - Molto intrigante nei profumi, con note balsamiche di erbe mediterranee, caffe,  piccoli frutti rossi.  Ha una beva piacevolissima, con una progressione ampia e avvolgente, dai bei tannini setosi. 

 Cà dei Frati Amarone della Valpolicella Pietro Dal Cero 2008  - Complesso, evoluto negli aromi di confettura, tabacco, cacao, legno di rosa. Progressione gustativa potente, con un finale persistente che stupisce per la freschezza e la sapidità.

C'è da chiedersi se un'Anteprima, per un vino come l'Amarone abbia davvero un senso, e se non sia il caso di cambiare formula. 

Comunque, se parteggiate anche voi per l'Amarone che "va atteso" ben più di due anni e mezzo o tre dalla vendemmia,  annotatevi il prossimo appuntamento:

presso il Ristorante Villa de Winckels a Marcemigo di Tregnago

Giovedì 25 Febbraio dalle ore 18 alle 23  - Vino in Villa 

Oltre  60 aziende presenteranno i loro Amarone della Valpolicella, tutti di annate "vecchie".

La  perfetta organizzazione dell'evento, a cura della famiglia Merzari, lo rende un  appuntamento imperdibile. Provare per credere.