Anteprima Amarone 2012/2016 - La degustazione

 

"Gli Amarone 2012 sono figli di un’annata che ha segnato in modo evidente un cambio climatico all’insegna dell’imprevedibilità" ha spiegato Diego Tommasi direttore del Cra-Vit (Centro di Ricerca Viticoltura) di Conegliano durante il convegno d'apertura di Anteprima Amarone. A una primavera molto piovosa è seguita un’estate secca, con forti ondate di calore (le massime hanno superato per più giorni i 32° C). Il fine estate è rientrato, fortunatamente, nella norma. Sono stati messi ad appassire nei fruttai grappoli più spargoli, con acini più piccoli (produzione del 10 - 15% in meno rispetto alla media del decennio) e con buccia meno spessa.

Un'annata a quattro stelle, secondo il Consorzio, "buona" - dicono i produttori con i quali ho degustato ai banchi.  

Sicuramente la prima di tre annate difficili che hanno messo a dura prova la perizia dei produttori.

Vanno fatte valutazioni molto caute, dunque, sui campioni in assaggio all’Anteprima. 

Sulle lunghe distanze – e a mio parere una valutazione attendibile dell’Amarone richiede almeno un'attesa di sei, otto, dieci anni dalla vendemmia – avremo di sicuro delle sorprese. 

Va registrato  il fatto positivo che, nel corso degli anni, sono aumentati all’Anteprima i campioni prelevati da botte rispetto a quelli in bottiglia (quest’anno, rispettivamente 44 e 33). 

Ho assaggiato alla cieca tutti i 33 campioni in bottiglia per avere un’idea dei prodotti “finiti”  (l’annata 2012, secondo il disciplinare, è posta in commercio già dal 1° gennaio 2015)  e una quindicina di campioni da botte alle postazioni dei produttori. 

Lo stressante calore estivo ha marcato le caratteristiche dell’Amarone 2012: morbido, di buona struttura, con tannini poco aggressivi. Ho trovato vini rotondi, con prevalenti note di confettura e frutta rossa matura; quasi assente la nota speziata.  I più convincenti tra gli imbottigliati (circa la metà) bilanciano l’evidente morbidezza con finali sapidi e persistenti. Molti si possono definire già pronti.  Li vedremo alla prova del tempo, bevendoli fra qualche anno.                                                                                                                                            Meno uniformi e un po' più scattanti nell'esprimere i terroir delle diverse vallate, gli assaggi da botte, alcuni molto promettenti. Ho scelto di non assaggiarli alla cieca, perché sono prelievi di masse che saranno ulteriormente affinate e assemblate per un prodotto finale che presenterà inevitabili differenze.

La mia personale selezione   -   Bottiglia (B)   Campione da botte (C)

Fumane:    

Secondo Marco – Amarone della Valpolicella Cl. (C)  - Come il giocoliere da circo ch’è in etichetta, Marco Speri cerca nell’Amarone l’equilibrio tra la potenza e l’eleganza, tra i muscoli scattanti e la freschezza.  Secco e con un lunghissimo finale. Chapeau.

Monte del Frà -  Amarone della Valpolicella Cl. Tenuta Lena di Mezzo - (B)   - Erbe aromatiche, china e ciliegia matura. Eemplare per l’equilibrio gustativo, chiude lungo e sapido. 

Negrar:

Recchia - Amarone della Valpolicella Cl. Masùa di Jago (B)  - ntenso e speziato al naso, è avvolgente nella progressione con un finale persistente e una vena rinfrescante di piccoli frutti e amarena.

San Pietro In Cariano:

Farina  - Amarone della Valpolicella Cl. (B) - Un po’ ritroso nei profumi di petali essiccati e spezie dolci, è ampio, teso e polposo con un bell’allungo finale. 

Marano:

Cà La Bionda - Amarone della Valpolicella Cl.  (B)  - Esemplare per equilibrio tra le parti: corposo, con frutto rosso in evidenza, tannini rilevati e una splendida freschezza: promette assai.

Le Marognole -  Amarone della Valpolicella Cl. Campo Rocco (C) - Meno irruente nei tannini e più pronto che in annate precedenti, sfodera la ciliegia di Marano, succosa ma ancora croccante. La beva  è solida e sostenuta da una buona acidità. 

Gamba - Amarone della Valpolicella Cl.  Campedel  (C) - Se all’olfatto risulta ancora un po’ ritroso nei profumi, in bocca è quasi esplosivo per la pastosa materia del frutto. Occorre aspettare che l’alcol e i tannini si integrino, ma c’è tutta la stoffa di un Amarone da ricordare.

Trezzolano, Val Squaranto:

La Giuva - Amarone della Valpolicella (B) - Prima uscita in Anteprima per questa giovane azienda ed è un ottima prova: naso intenso di confettura, bocca coerente, fruttata e calda, ma senza eccessive rotondità: molto secco e fine nella beva. Da seguire.

Illasi:

Marco Mosconi - Amarone della Valpolicella (C) - Austero nello stile (da sempre uno degli Amarone più secchi che bevo) non si smentisce anche nell’annata 2012, con un frutto  rosso maturo è bene in evidenza, su note lievemente speziate e un elegante ricordo balsamico.  Molto promettente.

Falezze di Luca Anselmi - Amarone della Valpolicella Falezze (B) - Già lo scorso anno questa piccola realtà della Valpolicella Orientale mi aveva particolarmente colpito. Confermo.  Presenta un Amarone daii toni delicati al naso, tutti giocati sul floreale secco, erbe aromatiche e spezie. Bella progressione della beva, piena e avvolgente ma sottile. 

Dal Bosco GiuliettaAmarone della Valpolicella Le Guaite di Giulietta - Sembra esserci un cambio di passo nello stile: è un Amarone più sottile, meno muscoloso e potente di quelli a cui Giulietta ha abituati, ma non per questo è meno affascinante, anzi. Erbe officinali, confettura di marasca, note di china. Annotatevelo, perché andrà in commercio nel 2019 – 2020 e sarà buonissimo.

Foto: Gruppo di servizio di AIS Verona durante la degustazione all'Anteprima.

Ringrazio tutto il gruppo per la pazienza, la professionalità e la simpatia.. Un grazie particolare all'ottimo responsabile dei Servizi della Delegazione di Verona, il caro amico Giuseppe Melis.

Amarone dove vai? - Riflessioni su Anteprima Amarone 2012/2016

Amarone: un colosso che funziona e che vale, nel 2015,  315 milioni di euro.

Durante la tredicesima edizione di Anteprima Amarone  - il 30 e 31 gennaio, presso la Gran Guardia di Verona - si è avvertita la soddisfazione dii un successo consolidato e  in qualche modo rassicurante, mentre veniva presentata l’annata 2012.

La serie di dati forniti da Denis Pantini di Nonisma, sul posizionamento dell’Amarone all’estero, ha sostenuto l’ottimismo generale:  su 10 bottiglie prodotte, 6 arrivano sui mercati di Germania, Svizzera e Canada (  totale 45%), dietro a cui si posizionano gli Stati Uniti,  la Scandinavia e il  Regno Unito. In promettente crescita emergono la Cina e la Russia.

In Italia, il dato più interessante che emerge, oltre alla propensione delle vendite nel canale Horeca, è il 12% riservato alla vendita diretta che diventa quasi il 20% nelle  piccole aziende. 

Durante una conduzione della tavola rotonda che definirei molto “low profile”, il giornalista Andrea Scanzi ha  posto due domande semplici - a cui non è tuttavia semplice rispondere - “Come si spiega il successo formidabile di questo vino?” “Quali sono le prospettive per il futuro?"

"Il successo di questo vino - ha ribadito Christian Marchesini Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella - che oggi possiamo definire un  vino icona è dovuto a un insieme di fattori: il territorio unico che ha una storia vitivinicola millenaria, l’unicità e la bellezza del paesaggio-vigneto, i vitigni autoctoni,  il sistema di allevamento (è in  aumento la storica pergola) e, non ultima, l’opera dell’uomo con il metodo di appassimento."

L'interessante ricerca condotta da Nonisma su un campione di consumatori canadesi mostra che a guidare la scelta del consumatore nell'acquisto dell'Amarone sono: la  denominazione di origine, la percezione che il vino esprima molto bene lo “stile italiano” e un’ alta qualità produttiva.  Viene ritenuto un vino di alta gamma, acquistato in prevalenza da famiglie ad alto reddito e riservato alle particolari occasioni, perché ritenuto elegante, classico e legato alla tradizione. 

Gran Guardia affollatissima. In due giorni  si sono contati oltre 3.000 visitatori e  200 giornalisti ed esperti del settore. Un successo confermato anche dalla crescita degli espositori, 74, ben dieci in più rispetto allo scorso anno,  "Se crescerà ancora il numero delle aziende partecipanti” - dichiara oggi a L'’Arena Christian Marchesini - “dovremo chiedere al Comune di Verona anche l’uso del piano nobile”.

Una prospettiva di ulteriore crescita e di un ancor più convincente successo che mi auguro,  ma voglio sperare anche che quell’accenno all’unità, che il Presidente ha espresso nell’incontro d’apertura, divenga un’occasione vera per superare le divisioni.

Per chi ancora non lo sapesse, mi riferisco all'ormai datata questione delle polemiche e della frattura tra il Consorzio e Le Famiglie dell’Amarone (d'Arte),  associazione composta da 12 aziende storiche ( Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Vetturini, Zenato) che, naturalmente, non partecipano da anni all’Anteprima. 

Un peccato, questa mancanza - che viene sempre più notata, soprattutto all'estero -.

C'è il rischio che la contrapposizione continui con toni duri, visto che siamo arrivati alle vie legali per l'uso del termine "Amarone (d'Arte)".

Un conflitto del genere, il sistema Amarone se lo può permettere? Credo proprio di no.

Davvero non si può discutere tutti assieme attorno a un tavolo e  in una stanza chiusa ? E magari far sì che dicano la loro anche I Vignaioli Indipendenti della Valpolicella?

Davvero non si ha il coraggio di affrontare il tema più delicato, attivando finalmente un Osservatorio dei prezzi?

Mi riferisco soprattutto al prezzo  sotto al quale questo prodotto, proprio perché vuole essere un vino icona, non può andare (altrimenti il Ripasso che lo vendete a fare?).  Diciamo che trovare Amarone sugli scaffali a prezzi troppo bassi non rende giustizia all' Amarone e al suo stesso successo, e a nulla vale sperare che duri in eterno, senza opportune strategie. D'accordo che c'è spazio per tutti, in termini di prezzi, ma andando troppo a ribasso, a rimetterci, alla lunga, saranno ancora tutti.

Tutto quello che si vorrà fare in futuro - investimenti in ricerca e in sostenibilità, promozione territoriale -  non farà che aumentare la percezione di un’altissima qualità, assolutamente da non svendere.

Foto Ennevi- Consorzio Valpolicella

Per le impressioni personali sull'annata 2012 seguirà un secondo post.

Asolo Prosecco Superiore: è l'anno dell'Extra Brut

Devo fare i complimenti al Consorzio Vini Asolo Montello che, tramite il Presidente Armando Serena, ci comunica la decisione presa dagli associati di inserire nelle tipologie dell'Asolo Prosecco Superiore DOCG anche la tipologia Extra Brut.

Sono i primi, nell'area di produzione del Prosecco, a prendere atto dell'importante modificazione del gusto in tema di bollicine, orientato da qualche tempo verso modelli sempre più secchi.

Devo dire che  gli Asolo Extra Brut che conosco e ho assaggiato, e cioè quelli di Bele Casel e di Cirotto mi hanno convinto appieno. Un augurio, dunque, di un successo sempre maggiore, visto che la produzione già marcia verso le 200.000 bottiglie.

Qui di seguito il Comunicato Stampa, ricevuto da Studio Cru

ASOLO PROSECCO SUPERIORE DOCG: 
È L'ANNO DELL'EXTRA BRUT
Il disciplinare dell'Asolo Prosecco Superiore Docg è l'unico che dal 2014 permette la tipologia Extra Brut. Quest'anno quadruplicata la produzione.

Il 2015 è l'anno del Prosecco Extra Brut. A dirlo è il Consorzio Vini Asolo Montello che, con la modifica del disciplinare del 2014, ad oggi è l'unica denominazione nel panorama del Prosecco che può definire la tipologia Extra Brut nelle bottiglie prodotte con la Docg. Una scelta lungimirante che oggi sta raccogliendo importanti risultati: in un anno si sono avvicinati all'Extra Brut nuovi produttori del Consorzio e la produzione è prevista sulle 200 mila bottiglie. Una prima stima, destinata ad aumentare, che in ogni caso vede quadruplicata la produzione che nel 2014 ha registrato circa 50.000 bottiglie. 
Merito del Consorzio Vini Asolo Montello è quello di aver visto per primo un cambiamento nelle abitudini dei consumatori e di porsi come apripista nel panorama del Prosecco. Oggi, infatti, acquirenti e importatori stanno andando sempre più verso gusti secchi, preferendoli a quelli amabili. “La conferma arriva anche dagli Stati Uniti – commenta Armando Serena, Presidente del Consorzio Asolo Montello – che storicamente si è sempre dimostrato un mercato interessato all'acquisto di vini dolci. Ora dalla California la situazione è in evoluzione. C'è molta curiosità nei confronti dell'Extra Brut e lo testimonia una continua crescita delle vendite”.
Il Prosecco Asolo Docg nella versione Extra Brut mette in risalto la forte identità delle colline di Asolo, dove il terreno è per natura predisposto a vini di maggiore struttura. Alte colline, forti escursioni termiche, buona ventilazione e ricchezza minerale, si esprimono al meglio in un Prosecco dal tenore zuccherino mediamente basso. La struttura dell'Asolo Prosecco Superiore Docg, caratterizzata da un estratto secco mediamente più elevato, dimostra grande piacevolezza ed eleganza, anche con una spumantizzazione a residuo zuccherino compreso tra tra 0 e 6 grammi/litro in seconda rifermentazione.
Info: www.asolomontello.it

foto credits: Elips91 su instagram ( Panorama delle colline asolane)

 

Chiaretto Lugana e Bardolino insieme in Anteprima il 6 e il 7 marzo 2016

Una bella novità è appena giunta tramite un comunicato stampa: le tre denominazioni che rappresentano l'eccellenza territoriale dell'area del Lago di Garda si presenteranno unite all'Anteprima dell'annata 2015 che si terrà a Lazise il 6 e il 7 marzo 2016. Cresce quindi in modo convinto l'attrattiva di questo momento di degustazione e conoscenza che richiama già da anni un vasto pubblico di appassionati e addetti del settore. Prendiamo nota di questo imperdibile appuntamento.

Pubblico con piacere il comunicato stampa:

CHIARETTO, LUGANA E BARDOLINO SI PRESENTERANNO IN ANTEPRIMA INSIEME IL 6 E 7 MARZO 2016 A LAZISE (VERONA)

I produttori dei tre vini gardesani totalizzano complessivamente 42 milioni di bottiglie per un fatturato annuo di 125 milioni di euro

Il Chiaretto, il Lugana e il Bardolino della vendemmia 2015 si presenteranno al pubblico insieme domenica 6 e lunedì 7 marzo 2016 a Lazise, sul lago di Garda, loro territorio di origine. L’iniziativa è firmata dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Lugana, uniti nel proporre agli appassionati, alla stampa specializzata e agli operatori economici la nuova annata dei loro vini. Saranno presenti ben 90 produttori con circa 300 vini in degustazione. Per il Bardolino e il Chiaretto è l’ottava edizione dell’Anteprima, per il Lugana si tratta della prima volta. Oltre all’anteprima dei vini della vendemmia 2015 sono previste una “retrospettiva” dell’annata 2014 e una serie di degustazioni guidate di altri precedenti millesimi. La prima giornata è aperta al pubblico dalle 10 alle 18, la seconda è riservata agli operatori dalle 14 alle 21.

“Crediamo nel valore del territorio e in particolar modo di una zona affascinante come quella del nostro lago di Garda – dicono Franco Cristoforetti e Luca Formentini, rispettivamente presidenti dei Consorzi del Bardolino e del Lugana – e dunque abbiamo ritenuto importante presentare congiuntamente le diverse e complementari anime produttive dell’area gardesana in un’iniziativa che si candida a diventare una delle maggiori anteprime vinicole nazionali. Ringraziamo il Comune di Lazise per aver condiviso gli obiettivi, divenendo nostro partner in questa nuova avventura”.

Le denominazioni di origine del Lugana e del Bardolino, che ha anche la versione rosé del Chiaretto, sono state tra le prime ad essere istituite in Italia. Il Lugana, che si sviluppa su cinque comuni fra Lombardia e Veneto, è stato riconosciuto nel 1967. La doc del Bardolino, che interessa sedici comuni del Garda veronese e del suo entroterra, è del 1968. Le due zone confinano lungo la direttrice del fiume Mincio, emissario del lago di Garda. In tutto, si tratta di 4500 ettari di vigneto specializzato, di cui 3000 per il Bardolino e 1500 per il Lugana.

Oggi il Bardolino è sesto per produzione fra le doc rosse italiane e il Lugana è settimo fra le bianche, mentre il Chiaretto è leader assoluto fra i vini rosati a menzione geografica.

Complessivamente, Chiaretto, Lugana e Bardolino totalizzano vendite annue pari a 42 milioni di bottiglie, di cui 17 milioni di Bardolino, 15 di Lugana e 10 di Chiaretto, per un fatturato annuo globale pari a 125 milioni di euro, distribuito in maniera sostanzialmente equivalente fra le due denominazioni.

I vini hanno conosciuto negli ultimi sei anni un considerevole riposizionamento. Nell’ambito della doc del Bardolino ha ricevuto forte sviluppo la tipologia rosata del Chiaretto, cresciuta in sei anni da 4,5 a 10 milioni di bottiglie vendute. La doc del Lugana è al centro di una delle più significative performance nazionali sia in termini di volumi, ormai quasi raddoppiati, passando da 8 a 15 milioni di bottiglie, sia come prezzi, saliti del 35%, posizionandosi su una delle quotazioni medie più alte in Italia nel settore dei vini bianchi. Informazioni di dettaglio dell’iniziativa sul sito www. anteprimalazise.it

 Ufficio stampa L'Anteprima Paola Giagulli - paola@ paolagiagulli.it- tel. 3384812496

Alba Vitae: per un Natale generoso il Gemola 2007 di Vignalta

L'iniziativa benefica di AIS Veneto, in occasione del Natale 2015, ha l'anima e la luce di un grande vino, il Gemola Colli Euganei Rosso 2007 dell' Azienda Vignalta di Arquà Petrarca. Merlot e cabernet franc danno vita a un sorso indimenticabile che unisce struttura a una soavissima eleganza.  Ve lo consiglio vivamente. La magnum può essere acquistata comodamente attraverso ilsito di AIS Veneto e la piattaforma di e-commerce collegata. Vi arriverà a casa senza ulteriori spese di spedizione.

Tutto il ricavato della vendita sarà devoluto al Centro Missionario Diocesano di Padova per sostenere l'attività missionaria della Mochongoi Catholic Parish in Kenia.

Fare un dono, o donarvi la magnum del Progetto Alba Vitae, ha un doppio valore: è un prodotto di grande qualità dedicato agli appassionati e sostiene l'impegno umano e sociale di progetti solidali.

Io l'ho appena ordinato e sono felice di contribuire a questa splendida iniziativa. Grazie AIS Veneto e grazie ai titolari dell'Azienda Vignalta: sotto il mio albero di Natale ci sarà la vostra magnum di Alba Vitae.

foto credits: AIS Veneto

Piacenza piace (il Mercato dei Vignaioli F.I.V.I.)

foto: StudioCru

foto: StudioCru

Credo di non essere mai mancata al Mercato dei Vignaioli della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che si svolge a Piacenza ed è giunto quest'anno alla quinta edizione, riuscitissima, stando a quanto si legge nel comunicato stampa appena ricevuto. 

Piacenza piace, e quest'anno lo si è visto in modo particolare, al di là dei numeri, nei discorsi scambiati con i vignaioli e gli appassionati. 

Piacenza piace per il clima rilassato, gli spazi ampi ( per quanto affollate siano le postazioni c'è sempre il momento buono per avvicinare i produttori), per le degustazioni di contorno condotte da vignaioli amici - memorabile, ieri,  quella di Maria Teresa Mascarello tenuta in compagnia di Saverio Petrilli, nel decennale della scomparsa del padre -. 

Last but not least, Piacenza piace anche perché ti puoi portare a casa qualche bottiglia che ti è particolarmente piaciuta e  che magari non è facilmente reperibile vicino a casa.

L'utile e il dilettevole, insomma, sembrano essere la ricetta giusta.

Pubblico con piacere il comunicato stampa ricevuto da Studio Cru: un applauso anche a loro per la riuscita comunicazione che, insieme all'impegno dei vignaioli, ha prodotto un'organizzazione efficientissima. Bravi.

 IL MERCATO DEI VINI È DIVENTATO GRANDE

6.000 persone alla quinta edizione del Mercato della FIVI a Piacenza. In aumento le vendite. Pieropan: “la nostra proposta finalmente compresa”

Si è chiusa a Piacenza la quinta edizione del Mercato dei Vini. Un deciso passo in avanti per la mostra mercato della FIVI, la Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti, che tra sabato domenica ha sfiorato i 6.000 ingressi, con un netto aumento rispetto all'anno scorso.

“Sono state due giornate di festa – spiega Leonildo Pieropan, vicepresidente FIVI – per noi vignaioli e per i tantissimi appassionati ai quali abbiamo potuto raccontare i nostri territori e i nostri vini”. 330 gli espositori presenti da tutta Italia che hanno proposto in degustazione oltre 2000 etichette. 

Il pubblico ha colto l'occasione per portare a casa le bottiglie degustate. “Abbiamo visto tanti carrelli colmi – precisa Pieropan – e molti produttori hanno venduto tutto il vino portato. La nostra proposta di mercato è stata finalmente compresa: quello di Piacenza non è un semplice banco d'assaggio, ma un momento nel quale poter comprare direttamente dai vignaioli. Entrare nelle case della gente è un modo per essere ricordati, significa prolungare ed estendere ad altre persone l'esperienza”. 

Il Mercato dei Vini è stato anche il momento scelto per la consegna del premio Romano Levi Vignaiolo dell'anno, andato a Elisabetta Fagiuoli, vignaiola in San Gimignano. A lei, si legge nella motivazione, va un riconoscimento che vuole essere innanzitutto un grazie, di cuore. Un grazie per l'importanza della sua figura di vignaiola, per la sua sensibilità straordinaria, per il suo essere un punto di riferimento e un esempio prezioso per tutti noi vignaioli d'Italia. “Noi Vignaioli – ha esclamato durante un applauditissimo discorso di ringraziamento – abbiamo una grande responsabilità: la nostra terra”.

Sono state quindi consegnate le targhe FIVI a nove nuovi punti di affezione. Sale così a 23 il numero di enoteche e ristoranti in tutta Italia che propongono in modo particolare i vini dei vignaioli e che possono esporre lo stemma dell'associazione.

Premiate infine le foto vincitrici del contest #indipendentipernatura, lanciato sui social media da FIVI che dall'inizio dell'estate ha raccolto 660 scatti in vigna o nella natura. 25 le foto selezionate da una giuria tecnica ed esposte in Fiera. Di queste, cinque sono state premiate. Il primo premio è andato ad Alvise Barsanti, fotografo veronese che vince un weekend enogastronomico in Maremma.

Archiviato il Mercato dei Vini, FIVI guarda già al prossimo appuntamento. Sarà il Vinitaly di Verona dal 10 al 13 aprile. La scorsa edizione, per la prima volta, la Federazione dei Vignaioli ha partecipato con uno stand collettivo con 53 aziende, nel 2016 lo spazio sarà raddoppiato e le aziende saranno circa 120.

FIVI - Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un'associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: "Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta".

Attualmente sono poco meno di 1000 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 10.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 70 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale supera 0,6 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 250 milioni di euro. I 10.000 ettari di vigneto sono condotti per il 49% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41% secondo la viticoltura convenzionale.

 

11 novembre San Martino - Ricomincio da qui

Polittico di San Martino - Treviglio 

Polittico di San Martino - Treviglio 

San Martino di Tours è patrono dei cavalieri e cavalli, dei sarti, dei mendicanti, dei poveri, dei fabbricanti di botti, dei mariti traditi e pure dei sommelier. Nel mondo agricolo coincide con l'inizio del nuovo anno agrario, poiché scadevano il giorno prima i contratti di lavoro tra proprietari terrieri e braccianti, fissi o avventizi. Dino Coltro, indimenticabile studioso della cultura contadina, nel suo libro Mondo Contadino racconta usanze e detti legati al giorno di San Martino:

"Fare Samartin" (trasloco del bracciante e della famiglia da un padrone all'altro)

"A San Martin se fa i conti" (il resoconto dell'anno agrario trascorso)

" A San Martin il frumento al mulin" (il mugnaio chiedeva il saldo delle anticipazioni fatte in farina e polenta)

"Dopo San Martin se sponsa el contadin" e " A San Martin ogni mosto l'è vin".

Mi sono chiesta a lungo se era il caso di ricominciare a scrivere in uno spazio del tutto mio, e di rinnovare Soavemente Wine Blog. Si sono accumulate nella mia vita tante esperienze in questi ultimi anni e anche il mondo della scrittura del vino è piuttosto cambiato.

Alla fine, tutto sommato, mi sono detta "Perché no?" e così scelgo questo giorno di San Martino, segno del nuovo anno legato alla terra e ai suoi frutti, per ricominciare.

Qui c'è ancora molto da sistemare, come quando si imbiancano le pareti di una casa e bisogna poi rimettere a posto le stanze.  Grazie amici e Buon San Martin con castagne e vin!

.