Appunti da Vino in Villa Festival 2016

Vino in Villa Numero 19: tremila visitatori hanno sfidato il maltempo ed affollato il Castello di San Salvatore a Susegana, domenica 15 maggio, per l'anteprima dell'annata 2015 del Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene.  Un'edizione decisamente festosa, visto che si svolgevano in contemporanea le celebrazioni per i 140 anni dell'Istituto Enologico Cerletti di Conegliano, nel quale si sono formate intere generazioni di enologi.

Mi sono piaciute parecchie cose: lasciata alle spalle la fredda e piovosa annata 2014, la successiva, sia pure molto calda e siccitosa, ha dato ottimi risultati sulle ripide colline del Conegliano Valdobbiadene. Belle nuances fiorite al naso, polpa bianca croccante al gusto, eleganza e profondità nel sorso. Bellissime espressioni, quindi, al vertice della piramide della qualità con Cartizze finissimi e ottimi Extra dry notevolmente alleggeriti nei dosaggi.  I Brut convincono soprattutto nelle espressioni della menzione "Rive". Da registrare anche la crescita di etichette a certificazione biologica.

Come al solito, senza punteggi o classifiche, qualche assaggio dei 2015 che ho messo in evidenza nel mio quadernetto.

RIVE

  • Adami  - Vigneto Giardino Asciutto Rive di Colbertaldo: l'etichetta storica di Franco Adami si rinnova e il "Dry" diventa "Asciutto", un termine usato in azienda dalle generazioni precedenti,  per qualificare il prodotto come "non (troppo) dolce." Con 20 g/l:  piacevolezza nella beva, pulizia gustativa e bolla carezzevole.
  • Andreola - Finezza nell' espressione aromatica per l'Extra Dry Mas de Fer Rive di Soligo, che quest'anno è particolarmente elegante e profumato, sempre delicatissimo nel sorso.
  • Zardetto  - C'è uno slancio fresco e dinamico nel Brut Tre venti Rive di Ogliano; verrebbe da dire che emerge la grinta di questa sottozona del territorio di Conegliano e Filippo e Fabio Zardetto la valorizzano. Molto ben fatto e piacevole anche il Brut Biologico Cavalier, fruttato e dal finale pulito.

Cartizze ed Extra Dry

  • Le Bertole -  Stile impeccabile, come da tradizione, in tutti i prodotti di Gianfranco e Damiana Bortolin; colpiscono sia il Cartizze che il Dry Supreme: finissima tessitura, avvolgenti, quasi cesellati nel dosaggio molto equilibrato.
  • Garbara - Mirco Grotto presenta due Cartizze 2015 decisamente di grande carattere: il più tradizionale Extra Dry,  molto saporito, ha un dosaggio di 12 g/l e il Brut, cremoso ed equilibrato, quanto a zuccheri è in realtà a zero. Sapidità e grinta non mancano.
  • Carpenè Malvolti - molto ben fatto il Cartizze e pensando che si tratta di un prodotto che viene venduto in GDO, direi che fa piacere annotarlo per la precisione e la finezza gusto -olfattiva.
  • Frozza - Davvero eccellente l' Extra Dry Col dell'Orso, intenso e fiorito al naso e con un sorso austero e gustoso che conquista.
  • Marchiori - L'Extra Dry (e anche il Brut) quest'anno hanno mutato etichetta e presentano il logo del Progetto per la valorizzazione delle 5 varietà storiche: per produrli si usano, infatti, glera lunga, glera tonda, perera, bianchetta e verdiso. L'Extra Dry mi è piaciuto assai: presenta una suadente aromaticità al naso e al gusto mostra un carattere deciso e nello steso tempo è molto fine.
  • L'Antica Quercia - Scopro che questa azienda ha una tenuta di 25 ettari a Scomigo di Conegliano, tutti a coltivazione biologica certificata (viti, ulivi e... melograni!). Molto convincente l' Extra Dry Ario, un Prosecco biologico dai profumi ampi e puliti, delicato, saporito e molto fresco al gusto.
  • Perlage -  Notevolmente più espressivi e raffinati rispetto ad assaggi di annate precedenti, in particolare l' Extra Dry Col di Manza e l'Extra Dry Quorum, prodotti da questa azienda pioniera del biologico nella denominazione

Brut

  • Malibran  - Di particolare eleganza e complessità olfattiva il Brut Ruio, con note agrumate fresche molto accattivanti e una bella progressione gustativa. Al riassaggio, il Frizzante Rifermentato in bottiglia Cremadora senza solfiti aggiunti (2014)  si conferma molto buono.
  • Bortolomiol -  Uno stile rigoroso accompagna tutta la gamma dei 2015 e il Brut Prior nella sua sottile aromaticità e nella finezza del sorso è davvero ben fatto. Vale la pena di assggiare anche la novità presentata quest'anno: il Brut Nature Grande Cuvée del Fondatore Motus Vitae 2013: lasciando sui lieviti per un tempo più lungo una parte della massa si è ottenuto questo dosaggio zero molto interessante e particolare per l'inaspettata complessità.
  • Bortolin F.lli - Brut Zan Senza Solfiti Aggiunti mi è piaciuto molto quest'anno: avvolgente, con note fruttate in evidenza,  bel finale asciutto e sapido.

Fuori "catalogo" meritano una menzione particolare gli Extra Dry Giustino B di Ruggeri 2014 e 2013 che hanno mostrato nelle due diverse annate tutta la classe e la sostanza di una tradizione. Per il 2015,  dobbiamo ancora aspettare.

 

Le giovani leve dell'Asolo Prosecco Superiore

Era il 2010:  scrissi allora per la prima volta di un Asolo Prosecco Superiore e la mia percezione del “Mondo Prosecco”, che nel frattempo si allargava da Trieste a Vicenza, si aperse così a nuovi orizzonti.
Di strada,  poi, ne ho percorsa molta in tutto il Veneto e sono ritornata più volte nella zona di Asolo e del Montello, luoghi di fascino e ricchi di storia e di eccellenze enogastronomiche,
registrando una costante crescita qualitativa delle due denominazioni (Asolo e Montello e Colli Asolani) e una sempre più decisa volontà di comunicare il “brand territoriale”.
La quinta edizione di Asolo Wine Tasting di qualche giorno fa ne ha dato ulteriore conferma. Ben 26 i produttori partecipanti su oltre una cinquantina di iscritti al Consorzio, con alcune nuove aziende guidate da un bel gruppetto di giovani.  
Teniamoli d’occhio!

Terre del Castellaz
Federica Andrighetto,con l’aiuto delle sorelle Teresa e Monia ha di recente preso le redini dell’azienda di famiglia a Covolo di Pederobba, dove la famiglia gestisce circa sette ettari.
Conscevo già questa realtà produttiva e ho riassaggiato vini ancor più interessanti che in passato. Oltre al’Asolo Extra Dry, piacevolmente leggero ed equilibrato nel dosaggio, segnalo il Cabernet e il Manzoni Bianco, molto piacevoli e freschi, per una soddisfacente beva quotidiana. Da annotare la prossima uscita della nuova annata del “3 gemme”,  dall’antica varietà bianchetta in purezza. (Nella foto, a destra, Teresa e Federica).

Bresolin Azienda Agricola
Tre fratelli (nella foto, a sinistra Enrico e Matteo all’Asolo Wine Tasting) e tre etichette: il Prosecco Extra Dry Sior Lino, un Cabernet e un Olio Extravergine di OlivaTutti prodotti da agricoltura biologica dalle proprietà di Maser. New entry con grinta e passione!

Tenuta Amadio
I giovani Simone e Silvia Rech hanno dato nuova vita ai venti ettari della proprietà di famiglia - di cui 12 di vigne -  a Monfumo – Ad Asolo Wine Tasting ho assaggiato i loro vini per la prima volta e non so se prima siano uscite altre annate. Fatto sta che con l’etichetta del loro Asolo Prosecco Superiore Brut si sono aggiudicati il Premio speciale "Etichetta dell'anno 2016” allo scorso Vinitaly.  Non è solo questione di etichetta, comunque. Il Brut è particolarmente fine e sapido, molto buono e anche l’Extra dry ha una fine tessitura. Bravi.

Società Agricola Meridiana
“Eravamo quattro amici al bar” cantava Gino Paoli.
Qui gli amici sono tre e si ritrovano in barca: tra una traversata e l’altra, Maurizio Franco, Marco Csonka e Fabio Morandin ( di Villa Giustinian) decidono didar vita a un progetto: produrre Asolo ProseccoSperiore, unendo competenze, vigne   (a Nervesa della Battaglia) e passione.  Divertente il nome della gamma “Iaya” che richiama i primi balbettii dei bimbi.  Questi “balbettii” sono anche buoni. Beva sostanziosa, fini e ampi i profumi. Un buon esordio, in particolare per l’Extra Dry.

Società Agricola Martignago
Francesca Martignago e Simone Morlin conducono a Maser un’azienda agricola con annesso un delizioso agriturismo e oltre al vino producono anche ciliegie.
Interessante l’Asolo Prosecco Superiore Extra Brut Xero prodotto da un paio d’anni. Incuriosisce il vino bianco denominato “El Teribie” ( in dialetto: Il Terribile) ottenuto da cinque varietà, in prevalenza incrocio manzoni e moscato, con un saldo di glera, bianchetta e chardonnay.

Società Agricola I 5inque
Anche in questo caso sono cinque giovani amici, Simone, Cristian, Giuliano, Denis e Francesco ad unirsi in un progetto, a Maser. Intendono investire oltre che nella produzione di Asolo anche nella promozione turistica del territorio con visite guidate e itinerari gastronomici.
Nella linea dedicata al Prosecco Superiore, Mostaccin (in dialetto: baffettino) è piacevole ed equilibrato l’Extra Dry 372. Simpatico e stuzzicante il doc Frizzante “n’o” ( abbreviazione dell’espressione dialettale n’ombra, piccolo bicchiere di Prosecco).

C’è fermento, insomma, dalle parti di Asolo!

Leggiadria nei piatti di Andrea Berton a Fish&Chef

uovo, mango e yogurt: il dolce squisito di Andrea Berton -  Qui scoprite gli altri piatti

uovo, mango e yogurt: il dolce squisito di Andrea Berton -  Qui scoprite gli altri piatti

Non mi capita spesso di scrivere di cibo. Non sono una "food maniac" e anzi, lascio sempre più spesso il cellulare nella borsa, evitando di fotografare.

La sera del 24 aprile a Bardolino, presso Aqualux Hotel SPA,  ho dovuto fare un'eccezione fissando le immagini di quei piatti indimenticabili che ha creato Andrea Berton, durante la terza serata della Rassegna Fish&Chef (li potete vedere servendovi del link sotto la foto).

Già,  in copertina vedete il dolce che mi rimarrà stampato nella memoria visiva e gustativa: un'opera d'arte con pochi ingredienti semplicissimi. Tecnica ineccepibile.

Come gli altri piatti, del resto:  in tutti, armonie di colori, forme e soprattutto sapori: puliti, riconoscibili, ben calibrati. 

E ad accompagnare queste eccellenti proposte c'erano il Custoza e il Bardolino 2015 di Albino Piona. Semplici e di grande classe.

Insomma, piatti e vini leggiadri per una cena da ricordare.

 

#Vinitaly2016 Minipost - Questo è il vero problema, cara Verona Fiere

Cara Verona Fiere,

tranquilla: l'edizione numero 50 dì Vinitaly è stata la migliore di tutte le quindici consecutive a cui ho partecipato. S'è visto un cambio di passo: molte cose sono migliorate, altre sono perfettibili, ma di questo scriverò dopo.

Quello che mi preme affrontare oggi è la questione che vedi illustrata in questa foto, scattata da me alla discesa dalle navette (li ho visti per tre giorni di seguito).

Questi figuri che ti offrivano - con accento non propriamente anglosassone - i biglietti a 35-40 euro, dove li hanno presi?  Chi glieli dà.? Sono domande pesanti, soprattutto se ti metti a ragionarci su.

Verona Fiere, hai fornito biglietti a pagamento ( quest'anno a 30 euro più iva) ai produttori e solo per ospiti italiani - ok?

Quantii ne comprano le aziende i Consorzi e le cooperative con molti soci? Molti, si presume.

Come vengono registrati questi biglietti venduti a pacchetti? In realtà dovrebbero essere nominativi. Sul bus navetta ( sì per venire in Fiera ci sono anche le navette!)  ho parlato con un "visitatore" che veniva da Treviso. Alla domanda - Come hai avuto il biglietto? - ha risposto -  Me l'ha regalato un produttore - Alla domanda: - Come ti sei registrato?  - ha risposto - Ci ha pensato il produttore -.

Facciamo uno più uno: se il produttore lo ha registrato nominalmente, ha dovuto inventarsi una qualifica o un'attività inesistente dell'ospite? Probabile. 

Oppure, per te,  Verona Fiere,  è sufficiente che i biglietti acquistati siano registrati col solo nome del produttore.  In questo caso, ancora una volta, finisci col favorirne l' elargizione potenzialmente a chiunque, anche se quest'anno - visto il prezzo - probabilmente ne sono stati acquistati di meno.

Collegato a questo fenomeno della registazione, c'è il problema dei tornelli in uscita (e qui Prowein insegna): si entra e si esce con biglietto nominativo, fornito dalll'ente solamente a chi dimostra la propria attività di operatore del mondo del vino, con documentazione allegata alla richiesta, al momento dell'acquisto - ma si esce pure passando il biglietto d'entrata sotto lo scanner del fornello -.

Tanti registrati (veramente in modo nominativo)  e tanti usciti. Altrimenti continueremo a vedere questo spettacolo all' entrata.

Non guasterebbe pure un maggior controllo alle uscite: ho visto io giovani, non propriamente lucidi, avanzare impavidi verso i tornelli di uscita, anche con SCATOLE INTERE DI BOTTIGLIE.

Tornelli liberi e nessuno che li ferma.

Primo, non li fai entrare, se non sono registrati REGOLARMENTE.

Secondo, li blocchi all'uscita, così imparano.

A Vini Veri 2016: scoperte e conferme (tra rifermentati in bottiglia e anfore)

Da qualche anno non andavo a Vini Veri (credo che l'ultima edizione visitata sia stata la 2009), quindi ero spinta da una certa curiosità,. Ho trovato piacevoli sorprese. Innanzitutto una qualità media dei vini molto più  alta (e per la verità, anche i pezzi li ho trovati in parecchi casi piuttosto alti). Ho assaggiato vini precisi e ben fatti. Una scelta molto felice è stata, a mio parere, l'anticipazione dell'apertura al venerdì che precede il Vinitaly,  il che mi  ha permesso di assaggiare rilassata, senza l'incubo di dover correre da Cerea a Sarego per VinNatur, il motivo principale per cui negli ultimi anni ho disertato.

Qui sopra, nella gallery fotografica che scorre se ci cliccate sopra, alcuni vini che mi sono piaciuti particolarmente: in maggioranza sono vini bianchi, con attenzione voluta verso i rifermentati in bottiglia e i vini in anfora.

Laurent Bannwarth - Una bella scoperta tutta la gamma di questo produttore alsaziano che merita attenzione per la l'eleganza dello stile e la grande piacevolezza di beva: dal delizioso La petite folie, un gewurtztraminer rifermentato in bottiglia, fino al Qvevri Sinergie 2014,  un vino in anfora definito dal produttore "simpatico assemblaggio di riesling, pinot grigio e gewurztraminer"

Vodopivec - Una declinazione veramente interessante di vitowska: tutte sono prodotte in anfora tranne una. Comunicano un'idea di forza e antica saggezza. Mi è piaciuta molto la Vitowska 2011. Avevo assaggiato qualcosa anni fa a Mare e Vitowska e devo dire che questo approfondimento m è piaciuto molto.

Case Bianche - La Matta e il Fric  sono due vini, l'uno da fiano e l'altro da aglianico,  prodotti  da quest'azienda del Cilento che non conoscevo e  per me sono stati la sorpresa della giornata - per quanto riguarda la tipologia dei vini rifermentati in bottiglia -. Ineccepibili per pulizia olfattiva, sono entrambi "vin de soif", da bere con gran gusto per la freschezza succosa. Davvero ben fatti.

Il Pendio - Brusato rosa Met. Cl.Pas Dosè Primo assaggio, per me, di questo Pinot Noir 100% Rosé de Saignée  di un'azienda della Franciacorta che conobbi parecchi anni fa, prima della conduzione attuale di Michele Loda. Sottile ed elegantissimo nei profumi di fragoline e altri piccoli frutti ha un allungo gustativo eccellente e una tessitura di grande classe. 

Gotsa Wines  - Dovendo citare un vino, scelgo il Mtsvane2013, ma tutti i vini bianchi che Konstantin Gotsadze produce con la famiglia nei dintorni di Tbilisi in Georgia mi sono piaciuti molto. Sono prodotti secondo l'antica tradizione dei Kevri (qui un interessante filmato). Son vini corposi ma leggiadri nella beva e pulitissimi nei profumi, ottenuti da varietà autoctone in purezza o in blend (Il Mitsvane, appunto,  è  il nome di una varietà, fa macerazione sulle bucce di 7 mesi a cui seguono venti mesi di affinamento). Potete divertirvi anche con il Chinurii o il Tsitska, o il rosso da Saperavi. Eccellenze che potrebbero far innamorare dei vini in anfora chi non li ha mai bevuti.

Domaine de Juchepie Nell'Anjou, varie ed espressive tipologie da chenin prodotte in bodinamica ( sec, moelleux e liquoreux). Stupendo davvero il  La Passion 2010 (liquoreux). Volendo saperne di più ecco un interessante video sulla produzione dell'azienda, quasi interamente dedicata allo chenin.

Castello di Lispida - Da tempo non assaggiavo i vini di Alessandro Sgaravatti, che qui ho ritrovato con una del tutto nuova freschezza e piacevolezza. La mia preferenza va all' Amphora 2014, saporito blend di tocai e ribolla.

Casa Coste Piane Frizzante Naturalmente 2014 - una vecchia conoscenza, questo prosecco col fondo che ha fatto la storia della tipologia. Versato da una magnum,  si è rivelato assai migliore di come l'avevo trovato alla fine dell'estate scorsa: più grintoso, gustoso, sapido, forse appena più esile che in annate migliori dal punto di vista climatico. Sempre un gran bel sorso. Peccato sia finito; occorre attendere la nuova annata fra un paio di mesi.

Gatti Carolina - Ritrovo dopo qualche anno il Frizzante da uve "prosecco" Bolle Bandite ( qui il 2013) della cara Carolanin Cats, donna speciale per la carica vitale che mette nelle cose che fa. In poche parole, sostanzioso e assai migliorato rispetto al passato (ma lei sa che sono di gusti difficili!). In questo post vi segnalo assolutamente anche il Pushutà, un vino bianco frizzante che è in vendita per beneficenza: l'intero ricavato va a un progetto educativo di un asilo parrocchiale del paese peruviano di Huacrachuco. Complimenti Carolina! 

Qui non in fotografia, ma  sono davvero molto buoni, due rosati per l'estate che conosco e che si riconfermano di grande classe::

il Riflesso Rosi (annata 2015 assaggiata da prova di vasca) di Eugenio Rosi e il Terooldego  Vigneti delle Dolomiti Assolto 2015 di Redondel Paolo Zanini Vignaiolo. 

Dei due splendidi  Alsace Aoc Voyager di Pierre Frick ( blend di annate e vitigni riesling, sylvaner e pinot gris) e Gevrey Chambertin 2013 di Philippe Pacalet, non vi dico nulla e vi rimando a questa mia nota scritta a caldo.

Una nota di piccolo demerito ci sta: arrivando alle ore 15 circa al banco di Emmanuel Giboulot  ho appreso che i vini erano finiti. Pochissime le bottiglie, recuperate in Italia, credo, in mancanza della sua venuta. Davvero un peccato, dopo che l'organizzazione aveva sottolineato per bene la sua presenza a Vini Veri!

Nota ulteriore - invece -  di merito: la selezione dei produttori di gastronomia, con una menzione speciale per il Piccolo Forno Marziali di Saludecio (Rimini).

 

 

 

 

Due o tre cose su Vinitaly 2016 (Suggerimenti)

 

Prendetevela con calma, che tanto non riuscirete mai a rispettare in pieno la sequenza degli appuntamenti o delle degustazioni che avete messo in programma sulla vostra agenda. Pensavate di trovare anche qui una lista dei dieci vini imperdibili da assaggiare assolutamente?  No, preferisco suggerirvi altri scenari da scoprire.

Se troverò qualcosa di buono lo portete vedere in diretta seguendomi su Instagram (@undiwine)  e su Twitter (@Soavemente) : sarò a Vinitaly lunedì e martedi.

Mi pare che una delle proposte più interessanti di questa cinquantesima edizione di Vinitaly sia quella dell' appena nata Associazione Donne Della Vite,  e cioè un appuntamento al buio tra Vino&Paesaggio. Potrete partecipare alla loro ricerca, sviluppata con la collaborazione scientifica del Crea Viticoltura Enologia di Conegliano, sulla percezione della qualità del vino in rapporto al valore estetico del paesaggio. Si tratta di una degustazione alla cieca di alcuni vini abbinati ai paesaggi di produzione.  Potrete così diventare protagonisti del progetto che porta l’attenzione sulla tutela del paesaggio, quale patrimonio collettivo da tutelare. Per tutta la durata del Vinitaly . Le Donne della Vite vi aspettano al Padiglione 10 Stand B/3.

Se siete interessati a scoprire che cosa bolle in pentola riguardo alla viticoltura e ai vini del futuro, non potete perdere il convegno organizzato da L'Informatore Agrario "Le varietà di viti resistenti: le prospettive" che si svolgerà  martedì 12 aprile, alle 9.30 presso il Centro Congressi Arena– sala Rossini.  In programma anche una tavola rotonda e, a seguire, una degustazione di vini per mettere in luce, direttamente nel bicchiere, le potenzialità dei vitigni resistenti più promettenti. All’evento parteciperanno ricercatori, rappresentanti del Mipaaf, produttori, esperti e assaggiatori. Qui il programma.

Tra le proposte "gourmet" senz'altro è prendere in considerazione il padiglione Pizza & Chiaretto presso la Cittadella della Gastronomia che proporrà cinque turni di degustazione (alle 10.30, alle 12, alle 13.30, alle 15 e alle 16.30), ognuno con tre tipologie di DoppioCrunchdiPizza ed un’entrée di pane a pasta madre viva di Renato Bosco di Saporè  in abbinamento con tre diverse etichette di Chiaretto. Solo su prenotazione qui.

L'ultimo suggerimento è filatelico: non lasciatevi scappare il francobollo con la relativa cartolina ed annullo che è uscito in occasione di questa cinquantesima edizione(vedere foto in alto).  Diventerà storia. Lo trovate nell'ufficetto postale che si trova in una delle gallerie tra i padiglioni centrali  (non ricordo quale, però). Buon divertimento!

 

 

Buon compleanno Vinitaly! Verona festeggia con Vinitaly and the City

Quella che si profila all'orizzonte ha tutte le carte per essere davvero una "Golden Edition" di Vinitaly. Già, perché cinquant'anni di vita non sono poca cosa per una Fiera che è divenuta la vetrina per eccellenza del vino italiano.

L'edizione dei 50 sembra orientata a mostrare la maturità di una fiera finalmente dedicata agli operatori del settore.

Si è aumentato il prezzo del biglietto ( 80 euro per un giorno, 120 euro per quattro giorni, con costo leggermente inferiore se si acquista on line). Il biglietto è divenuto nominativo, con registrazione obbligatoria e permette una sola entrata ed uscita giornaliera. 

Finiremo di incontrare alla domenica - ma non solo - intere famigliole con passeggini al seguito, giovani studenti chiassosi e poco sobri, chiaramente non maggiorenni? Pare di sì: l'ingresso è vietato ai minori di 18 anni anche se accompagnati. E si spera che i controlli ci siano.

 Da venerdì 8 aprile a lunedì 11 aprile il pubblico non di settore avrà a disposizione le numerosissime opportunità di Vinitaly and the City, un vero e proprio festival che unisce vino, arte, cultura, musica e spettacolo all' interno del centro storico di Verona.  Tutto il programma è reperibile qui.

Qualche anticipazione dal comunicato stampa di Verona Fiere:

Vinitaly and the City è un'’iniziativa che rafforza ancora di più il legame tra la Fiera e la sua città esaltando le ricchezze che il territorio offre. Per la prima volta il fuori salone di Vinitaly coinvolge gli esercizi commerciali del centro storico, con decine di eventi nei negozi e bar, non solo nella Notte Viola di sabato 9 aprile, ma durante tutti i quattro giorni.

Vinitaly and the City è un evento diffuso, che ha il suo cuore in Piazza dei Signori dove sommelier accompagnano i wine lovers alla scoperta dei migliori vini italiani proposti da consorzi di tutela e cantine.  Sono a cura di I love Italian Food, invece, le piccole degustazioni tematiche di eccellenze 100% italiane, mentre la Loggia di Fra’ Giocondo e la Loggia antica diventano esclusive loungedove ascoltare racconti e storie legate alla tradizione e alla cultura enologica italiana, con narratori d’eccezione quali Marco Balzano, vincitore della 53ª edizione del premio Campiello. 

Nel vicino Cortile del Mercato vecchio è la musica ad essere protagonista, con concerti ed esibizioni live delle voci più in voga nel panorama musicale italiano come Paola Turci, Bianca AtzeiIrene FornaciariFrancesco GabbaniGiò Sada (vincitore di XFactor 9) & BarismoothsquadSagi ReiMauro Ermanno Giovanardi e Sonohra, senza dimenticare i dj set con Luca Onere, Davide Polettini e Marco Fullone di Radio Montecarlo, radio ufficiale dell’evento. 

Spostandosi nella vicina Piazza delle Erbe, la cima della Torre dei Lamberti offre l’emozione di una degustazione unica, a più di 80 metri d’altezza, affacciati sul panorama di Verona. 

La Torre non è il solo monumento di Verona toccato da Vinitaly and the City. Grazie al Tour Arte e Sapori del Territorio, organizzato in collaborazione con Fuori-Fiera insieme ai ristoratori del centro storico, si possono conoscere le bellezze culturali e storiche di una città patrimonio dell’Unesco. Un vero e proprio evento enogastronomico itinerante, alla scoperta dei luoghi più suggestivi, con l’aiuto di guide turistiche professionali. I percorsi sono diversi, ma tutti iniziano da Piazza Bra, all’info point dedicato, e terminano nella Loggia di Fra’ Giocondo in Piazza dei Signori.

Sempre di Fuori-Fiera è l’iniziativa “Taste and Visit” che anima Corte Sgarzerie, Arco dei Gavi e Piazza Bra con degustazioni di vini e le spiegazioni delle guide sui più importanti siti archeologici e monumentali di Verona.

Il fuori salone riserva un’attenzione speciale anche agli appassionati dei vini biologici e biodinamici con Biologic, dalla Terra alla Strada, nei padiglioni dell’Arsenale austriaco. Una rassegna realizzata insieme a Studioventisette dove al vino biologico e biodinamico si abbina il gusto dello street food, con 16 foodtruck in versione gourmet da tutta Italia. Si va dai Casonsèi de la Bergamasca alla polenta brustolita, dalla Miassa, all'arrosticino, dall'oliva ascolana all'hamburger di chianina, l'hamburger di persico del lago di Garda al vegan burger di quinoa, ceci ed erbette, dalla farinata di ceci alla pasta al pesto; Ancora prodotti tipici del Parmense rivisti in chiave street food, per tutti i gusti e per tutti palati. Ad accompagnare le degustazioni, incontri, spettacoli e workshop con un programma che spazia dall’e-commerce e storytelling del vino agli showcooking e alla moda. 

Buon compleanno Vinitaly! Buona festa a Vinitaly and the City!

 

 

 

 

All'Anteprima 2015 il Chiaretto il Lugana e il Bardolino scommettono sul futuro

Un successo consolidato e all'insegna dei grandi numeri quello dell'ottava Anteprima gardesana di Lazise, che quest'anno, oltre al Chiaretto e al Bardolino, ha contato anche sulla presenza del Lugana.  

Domenica 6 marzo, ben cinquemila visitatori hanno affollato la Dogana Veneta e la Motonave Brennero ormeggiata sulle riva del porticciolo, dove i 90 produttori presenti e una folta schiera dii sommelier hanno servito più di trecento etichette -  con l'annata 2015 e una retrospettiva della 2014 -

Un'edizione davvero ben organizzata, che giornalisti e operatori della comunicazione hanno apprezzato anche per la  comoda e organizzatissima sala stampa ( la Taverna da Oreste)  dove   si sono  assaggiati con calma tutti i vini, per l'intera durata della manifestazione. 

Sono notevoli anche i numeri comunicati dai Consorzi del Bardolino e del Lugana: i produttori dei tre vini gardesani mettono sul mercato, complessivamente,  42 milioni di bottiglie, con un fatturato di 125 milioni di euro.  

Tre vini per un territorio unico è l'affermazione vincente che questa bella Anteprima ha comunicato con efficacia: un territorio composto da 4.500 ettari di vigneto specializzato (3.000 per il Bardolino e Chiaretto, 1.500 per il Lugana) e vini il cui appeal nei confronti dei consumatori è in continua ascesa. Cresce infatti la richiesta del Chiaretto che negli ultimi 6 anni  ha visto  un incremento delle vendite dai 4,5 ai 10 milioni di bottiglie, seguito dal Lugana ( da 8 a 15 milioni di bottiglie).

La nuova veste rosa del Chiaretto, che è stata delineata lo scorso anno  con il lancio della Rosé Revolution (colore più chiaro, bouquet agrumato e grande freschezza) è apparsa consolidata, con un maggior numero di bottiglie che presentavano queste caratteristiche; nel Bardolino si sono definitivamente allontanate versioni troppo scure e compatte in favore di trasparenze, finezze olfattive ed eleganza gustativa. Con il progetto Bardolino Village, sostenuto da una quindicina di produttori, si scommette su un vino rosso che rimanga di scorrevole beva, ma che abbia la chance di poter evolvere nel tempo (almeno 5 anni).  Anche il Lugana punta a far apprezzare ai consumatori le sue particolari doti di longevità, come ha ben dimostrato una delle 9 degustazioni a tema che ha presentato 12 Lugana Riserva, alcuni davvero notevoli.

Guarda la short story su Steller.co