Sorsi di Generazioni - Divin Negrar 2026

La Vigna, nata nel 2010, è un’associazione benefica che vuole recuperare usi, costumi e tradizioni del paese di Negrar. Da  cinque anni organizza la bella manifestazione Divin Negrar, una degustazione itinerante  per rivivere la storia dei vini classici del territorio.  Anche quest’anno, sabato  11 aprile, l’iniziativa ha raccolto una notevole partecipazione e l’adesione di oltre una trentina di aziende.

La sera precedente ho avuto l’onore di partecipare a una degustazione molto particolare dal titolo “Sorsi di Generazioni”, dove i titolari delle aziende Benedetti La Villa, Bussola e Lavarini hanno raccontato la storia di come il succedersi delle generazioni ha contribuito a scrivere la storia familiare nel mondo del vino.

Ciascun produttore ha presentato due Amarone, distanti tra loro più di qualche anno, raccontando non soltanto la diversità delle annate, ma anche aneddoti e sviluppo nel tempo delle aziende, tutte a dimensione familiare.

Benedetti La Villa

I giovani cugini Riccardo e Alessandro, quarta generazione, affiancano i genitori nella guida dell’azienda di 23 ettari e fondata negli anni Sessanta. Hanno presentato le annate 2022 e 2013,  prodotte in alta collina, da vigneti a doppia pergola veronese. Sentori agrumati e di china nel primo, coerente con l’annata fresca. Più complesso e speziato il secondo. Molto interessante ascoltare la storia della scoperta nei loro vigneti di alcuni  mosaici di una villa romana ( da qui il nome dell’azienda) il cui restauro è a cura della Sovrintendenza di Verona. L’etichetta del loro Amarone di punta nasconde l’immagine di una biga romana tratta dai mosaici: la si può scoprire grattando sulla superficie con una moneta. Divertente!

Lavarini

Il titolare Massimo, terza generazione familiare, è alla guida dell’azienda di famiglia ad Arbizzano, con 7 ettari di vigneto. Ha presentato le annate 2010 e 2018 e raccontato come la prima delle due abbia rappresentato un momento particolare della sua vita, poichè è stata l’ultima vendemmia condotta  assieme al  padre. Troviamo una vivace freschezza fruttata nell’annata più giovane e un succoso concentrato di frutti rossi e scuri nell’austero percorso gustativo della 2010.

Bussola

Tommaso Bussola, assieme ai figli Giuseppe e Paolo, è alla guida dell’azienda nata negli anni Settanta: 15 ettari di vigneti delle principali varietà della Valpolicella. La trasmissione della tradizione è una storia: dai vigneti che vanno dai 15 ai 50 anni si opera una rigorosa selezione. Presenta le annate 2007 e 2020. La prima, la definisce “annata giusta” e non si può che confermarlo, visti l’equilibrio e la complessità che presenta al naso e al palato. L’equilibrio è anche la cifra stilistica dell’annata più giovane, dalla bevibilità leggiadra.

La bella serata è stata completata dall’offerta gastronomica di formaggi e sopressa della rinomata gastronomia Caprini di Negrar ad accompagnare gli Amarone, e di un sostanzioso piatto di bigoli freschi con sugo di cinghiale tagliato a coltello, cioccolato fondente e fave di cacao. Spaziale! In accompagnamento la sorpresa finale: il Fuoco di Siridia, piccola azienda guidata da Edoardo e Samuela Speri. Si tratta di una corvina in purezza che è stata sottoposta non ad appassimento ma a una breve affumicatura. Vino fuori dai canoni in un abbinamento decisamente piacevole e inaspettato.

Un grazie di cuore a tutta l’Associazione e a Edoardo Speri che me l’ha fatta conoscere.

I 100 anni dell'Azienda Fasoli Gino: un vino celebrativo, sostenibilità e tutela del territorio

 I 100 anni dell'Azienda Fasoli Gino: un vino celebrativo, sostenibilità e tutela del territorio

Grande festa a Colognola ai Colli, domenica 14 settembre, presso l’azienda Fasoli Gino che ha celebrato i 100 di vita. Una storia familiare contraddistinta da tenacia, capacità di visione e coerenza in una progettualità attenta al rispetto della terra e delle persone. Auguri di cuore!

Read More

Thomas Niedermayr - Oltre il biologico, ovvero PIWI con maestria

In più occasioni ho incontrato Thomas Noedermayr e i suoi vini, ma qualche sera fa ho avuto il piacere di poter assaggiare una panoramica della sua produzione, incentrata sui vitigni PIWI, resistenti alle malattie fungine. grazie all’invito della cara Corinna Ganesini, referente Veneto per Slow Wine, presso l’Enoteca della Valpolicella.

Una serata speciale, a dir poco. Interessanti e impeccabili i vini, frutto di una scelta biologica che Thomas e la sua famiglia hanno intrapreso da quarant’anni, approdando poi alla produzione da vitigni resistenti negli anni Novanta. Impeccabili e gustosi anche i piatti della cucina guidata dalla cara Ada Riolfi, tra i quali merita il podio il raviolo con ripieno di faraona arrosto.

La sequenza dei vini è iniziata com Summ 2022, il vino d’ingresso, ovvero il biglietto da visita dell’azienda. Selezione in vigna per una cuvée di bronner, solaris e sauvigner gris che regala profumi e beva di spiccata freschezza. Si è proseguito con il Sauvigner Gris 2021, prodotto da tre parcelle a 300 m di altitudine, su suoli di dolomite e terra rossa, affinamento in grandi botti esauste di rovere, acacia e castagno. Agrumato, potente, aggraziato  e sapido. Il terzo vino, il Solaris 2020,  ha stupito e per la profondità olfattiva di erbe aromatiche e susina gialla  e per la beva incisiva e persistente. Nasce da vigne tra i 300 e il 700 m. su suoli di dolomite e limo. A seguire il Sonnrain 2020, u.n blend aromatico da singola vigna: delicatissimo e floreale di lavanda e legno di rosa, anche questo caratterizzato da una piacevole sapidità. Il quinto vino era una parentesi rossa: il Granfelds 2020, un blend di varietà resistenti presenti in un’unico vigneto a 500 m, su suolo argilloso calcareo: note di prugna e frutti rossi, fresco e quasi piccante.

Gran finale, è il caso di dire, con i due vini che ho preferito in assoluto. Non è facile poter assaggiare il bronner in purezza, più frequentemente usato per blend di Piwi a bacca bianca. È complesso e affascinante il Bronner 2019 che già al naso si annuncia minerale, con grafite, agrume, timo, salvia e frutti gialli. Preciso, sapido e appagante al palato, con un  finale che richiama spezie d’Oriente e cristalli di sale. Da terreno di gneis-scisto, povero, sabbioso.

Fuochi d’artificio in chiusura, con il 99 S.Alt 2019 che, come suggerisce l’acronimo, nasce dal vigneto più vecchio di solaris ( 1999) ed è un po’ il simbolo del percorso intrapreso allora da Rudi Niedermayr e che oggi continua con il figlio Thomas. Che vino! La macerazione delle uve di circa tre giorni dona spessore e profondità al sorso, la maturazione in botte da 1000 l. lo rende elegante e avvolgente. Un tripudio di frutti esotici e agrume semicandito, su una tessitura minerale che allunga il sorso.

Sono davvero grata a Corinna e a Thomas per questa serata speciale.

Thomas Niedermayr, Hof Gandberg Strada Castel Palù 1 39057 Appiano sulla Strada del Vino (BZ) Tel 340 8242495