Amarone dove vai? - Riflessioni su Anteprima Amarone 2012/2016

Amarone: un colosso che funziona e che vale, nel 2015,  315 milioni di euro.

Durante la tredicesima edizione di Anteprima Amarone  - il 30 e 31 gennaio, presso la Gran Guardia di Verona - si è avvertita la soddisfazione dii un successo consolidato e  in qualche modo rassicurante, mentre veniva presentata l’annata 2012.

La serie di dati forniti da Denis Pantini di Nonisma, sul posizionamento dell’Amarone all’estero, ha sostenuto l’ottimismo generale:  su 10 bottiglie prodotte, 6 arrivano sui mercati di Germania, Svizzera e Canada (  totale 45%), dietro a cui si posizionano gli Stati Uniti,  la Scandinavia e il  Regno Unito. In promettente crescita emergono la Cina e la Russia.

In Italia, il dato più interessante che emerge, oltre alla propensione delle vendite nel canale Horeca, è il 12% riservato alla vendita diretta che diventa quasi il 20% nelle  piccole aziende. 

Durante una conduzione della tavola rotonda che definirei molto “low profile”, il giornalista Andrea Scanzi ha  posto due domande semplici - a cui non è tuttavia semplice rispondere - “Come si spiega il successo formidabile di questo vino?” “Quali sono le prospettive per il futuro?"

"Il successo di questo vino - ha ribadito Christian Marchesini Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella - che oggi possiamo definire un  vino icona è dovuto a un insieme di fattori: il territorio unico che ha una storia vitivinicola millenaria, l’unicità e la bellezza del paesaggio-vigneto, i vitigni autoctoni,  il sistema di allevamento (è in  aumento la storica pergola) e, non ultima, l’opera dell’uomo con il metodo di appassimento."

L'interessante ricerca condotta da Nonisma su un campione di consumatori canadesi mostra che a guidare la scelta del consumatore nell'acquisto dell'Amarone sono: la  denominazione di origine, la percezione che il vino esprima molto bene lo “stile italiano” e un’ alta qualità produttiva.  Viene ritenuto un vino di alta gamma, acquistato in prevalenza da famiglie ad alto reddito e riservato alle particolari occasioni, perché ritenuto elegante, classico e legato alla tradizione. 

Gran Guardia affollatissima. In due giorni  si sono contati oltre 3.000 visitatori e  200 giornalisti ed esperti del settore. Un successo confermato anche dalla crescita degli espositori, 74, ben dieci in più rispetto allo scorso anno,  "Se crescerà ancora il numero delle aziende partecipanti” - dichiara oggi a L'’Arena Christian Marchesini - “dovremo chiedere al Comune di Verona anche l’uso del piano nobile”.

Una prospettiva di ulteriore crescita e di un ancor più convincente successo che mi auguro,  ma voglio sperare anche che quell’accenno all’unità, che il Presidente ha espresso nell’incontro d’apertura, divenga un’occasione vera per superare le divisioni.

Per chi ancora non lo sapesse, mi riferisco all'ormai datata questione delle polemiche e della frattura tra il Consorzio e Le Famiglie dell’Amarone (d'Arte),  associazione composta da 12 aziende storiche ( Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Vetturini, Zenato) che, naturalmente, non partecipano da anni all’Anteprima. 

Un peccato, questa mancanza - che viene sempre più notata, soprattutto all'estero -.

C'è il rischio che la contrapposizione continui con toni duri, visto che siamo arrivati alle vie legali per l'uso del termine "Amarone (d'Arte)".

Un conflitto del genere, il sistema Amarone se lo può permettere? Credo proprio di no.

Davvero non si può discutere tutti assieme attorno a un tavolo e  in una stanza chiusa ? E magari far sì che dicano la loro anche I Vignaioli Indipendenti della Valpolicella?

Davvero non si ha il coraggio di affrontare il tema più delicato, attivando finalmente un Osservatorio dei prezzi?

Mi riferisco soprattutto al prezzo  sotto al quale questo prodotto, proprio perché vuole essere un vino icona, non può andare (altrimenti il Ripasso che lo vendete a fare?).  Diciamo che trovare Amarone sugli scaffali a prezzi troppo bassi non rende giustizia all' Amarone e al suo stesso successo, e a nulla vale sperare che duri in eterno, senza opportune strategie. D'accordo che c'è spazio per tutti, in termini di prezzi, ma andando troppo a ribasso, a rimetterci, alla lunga, saranno ancora tutti.

Tutto quello che si vorrà fare in futuro - investimenti in ricerca e in sostenibilità, promozione territoriale -  non farà che aumentare la percezione di un’altissima qualità, assolutamente da non svendere.

Foto Ennevi- Consorzio Valpolicella

Per le impressioni personali sull'annata 2012 seguirà un secondo post.

Asolo Prosecco Superiore: è l'anno dell'Extra Brut

Devo fare i complimenti al Consorzio Vini Asolo Montello che, tramite il Presidente Armando Serena, ci comunica la decisione presa dagli associati di inserire nelle tipologie dell'Asolo Prosecco Superiore DOCG anche la tipologia Extra Brut.

Sono i primi, nell'area di produzione del Prosecco, a prendere atto dell'importante modificazione del gusto in tema di bollicine, orientato da qualche tempo verso modelli sempre più secchi.

Devo dire che  gli Asolo Extra Brut che conosco e ho assaggiato, e cioè quelli di Bele Casel e di Cirotto mi hanno convinto appieno. Un augurio, dunque, di un successo sempre maggiore, visto che la produzione già marcia verso le 200.000 bottiglie.

Qui di seguito il Comunicato Stampa, ricevuto da Studio Cru

ASOLO PROSECCO SUPERIORE DOCG: 
È L'ANNO DELL'EXTRA BRUT
Il disciplinare dell'Asolo Prosecco Superiore Docg è l'unico che dal 2014 permette la tipologia Extra Brut. Quest'anno quadruplicata la produzione.

Il 2015 è l'anno del Prosecco Extra Brut. A dirlo è il Consorzio Vini Asolo Montello che, con la modifica del disciplinare del 2014, ad oggi è l'unica denominazione nel panorama del Prosecco che può definire la tipologia Extra Brut nelle bottiglie prodotte con la Docg. Una scelta lungimirante che oggi sta raccogliendo importanti risultati: in un anno si sono avvicinati all'Extra Brut nuovi produttori del Consorzio e la produzione è prevista sulle 200 mila bottiglie. Una prima stima, destinata ad aumentare, che in ogni caso vede quadruplicata la produzione che nel 2014 ha registrato circa 50.000 bottiglie. 
Merito del Consorzio Vini Asolo Montello è quello di aver visto per primo un cambiamento nelle abitudini dei consumatori e di porsi come apripista nel panorama del Prosecco. Oggi, infatti, acquirenti e importatori stanno andando sempre più verso gusti secchi, preferendoli a quelli amabili. “La conferma arriva anche dagli Stati Uniti – commenta Armando Serena, Presidente del Consorzio Asolo Montello – che storicamente si è sempre dimostrato un mercato interessato all'acquisto di vini dolci. Ora dalla California la situazione è in evoluzione. C'è molta curiosità nei confronti dell'Extra Brut e lo testimonia una continua crescita delle vendite”.
Il Prosecco Asolo Docg nella versione Extra Brut mette in risalto la forte identità delle colline di Asolo, dove il terreno è per natura predisposto a vini di maggiore struttura. Alte colline, forti escursioni termiche, buona ventilazione e ricchezza minerale, si esprimono al meglio in un Prosecco dal tenore zuccherino mediamente basso. La struttura dell'Asolo Prosecco Superiore Docg, caratterizzata da un estratto secco mediamente più elevato, dimostra grande piacevolezza ed eleganza, anche con una spumantizzazione a residuo zuccherino compreso tra tra 0 e 6 grammi/litro in seconda rifermentazione.
Info: www.asolomontello.it

foto credits: Elips91 su instagram ( Panorama delle colline asolane)

 

Chiaretto Lugana e Bardolino insieme in Anteprima il 6 e il 7 marzo 2016

Una bella novità è appena giunta tramite un comunicato stampa: le tre denominazioni che rappresentano l'eccellenza territoriale dell'area del Lago di Garda si presenteranno unite all'Anteprima dell'annata 2015 che si terrà a Lazise il 6 e il 7 marzo 2016. Cresce quindi in modo convinto l'attrattiva di questo momento di degustazione e conoscenza che richiama già da anni un vasto pubblico di appassionati e addetti del settore. Prendiamo nota di questo imperdibile appuntamento.

Pubblico con piacere il comunicato stampa:

CHIARETTO, LUGANA E BARDOLINO SI PRESENTERANNO IN ANTEPRIMA INSIEME IL 6 E 7 MARZO 2016 A LAZISE (VERONA)

I produttori dei tre vini gardesani totalizzano complessivamente 42 milioni di bottiglie per un fatturato annuo di 125 milioni di euro

Il Chiaretto, il Lugana e il Bardolino della vendemmia 2015 si presenteranno al pubblico insieme domenica 6 e lunedì 7 marzo 2016 a Lazise, sul lago di Garda, loro territorio di origine. L’iniziativa è firmata dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Lugana, uniti nel proporre agli appassionati, alla stampa specializzata e agli operatori economici la nuova annata dei loro vini. Saranno presenti ben 90 produttori con circa 300 vini in degustazione. Per il Bardolino e il Chiaretto è l’ottava edizione dell’Anteprima, per il Lugana si tratta della prima volta. Oltre all’anteprima dei vini della vendemmia 2015 sono previste una “retrospettiva” dell’annata 2014 e una serie di degustazioni guidate di altri precedenti millesimi. La prima giornata è aperta al pubblico dalle 10 alle 18, la seconda è riservata agli operatori dalle 14 alle 21.

“Crediamo nel valore del territorio e in particolar modo di una zona affascinante come quella del nostro lago di Garda – dicono Franco Cristoforetti e Luca Formentini, rispettivamente presidenti dei Consorzi del Bardolino e del Lugana – e dunque abbiamo ritenuto importante presentare congiuntamente le diverse e complementari anime produttive dell’area gardesana in un’iniziativa che si candida a diventare una delle maggiori anteprime vinicole nazionali. Ringraziamo il Comune di Lazise per aver condiviso gli obiettivi, divenendo nostro partner in questa nuova avventura”.

Le denominazioni di origine del Lugana e del Bardolino, che ha anche la versione rosé del Chiaretto, sono state tra le prime ad essere istituite in Italia. Il Lugana, che si sviluppa su cinque comuni fra Lombardia e Veneto, è stato riconosciuto nel 1967. La doc del Bardolino, che interessa sedici comuni del Garda veronese e del suo entroterra, è del 1968. Le due zone confinano lungo la direttrice del fiume Mincio, emissario del lago di Garda. In tutto, si tratta di 4500 ettari di vigneto specializzato, di cui 3000 per il Bardolino e 1500 per il Lugana.

Oggi il Bardolino è sesto per produzione fra le doc rosse italiane e il Lugana è settimo fra le bianche, mentre il Chiaretto è leader assoluto fra i vini rosati a menzione geografica.

Complessivamente, Chiaretto, Lugana e Bardolino totalizzano vendite annue pari a 42 milioni di bottiglie, di cui 17 milioni di Bardolino, 15 di Lugana e 10 di Chiaretto, per un fatturato annuo globale pari a 125 milioni di euro, distribuito in maniera sostanzialmente equivalente fra le due denominazioni.

I vini hanno conosciuto negli ultimi sei anni un considerevole riposizionamento. Nell’ambito della doc del Bardolino ha ricevuto forte sviluppo la tipologia rosata del Chiaretto, cresciuta in sei anni da 4,5 a 10 milioni di bottiglie vendute. La doc del Lugana è al centro di una delle più significative performance nazionali sia in termini di volumi, ormai quasi raddoppiati, passando da 8 a 15 milioni di bottiglie, sia come prezzi, saliti del 35%, posizionandosi su una delle quotazioni medie più alte in Italia nel settore dei vini bianchi. Informazioni di dettaglio dell’iniziativa sul sito www. anteprimalazise.it

 Ufficio stampa L'Anteprima Paola Giagulli - paola@ paolagiagulli.it- tel. 3384812496

Alba Vitae: per un Natale generoso il Gemola 2007 di Vignalta

L'iniziativa benefica di AIS Veneto, in occasione del Natale 2015, ha l'anima e la luce di un grande vino, il Gemola Colli Euganei Rosso 2007 dell' Azienda Vignalta di Arquà Petrarca. Merlot e cabernet franc danno vita a un sorso indimenticabile che unisce struttura a una soavissima eleganza.  Ve lo consiglio vivamente. La magnum può essere acquistata comodamente attraverso ilsito di AIS Veneto e la piattaforma di e-commerce collegata. Vi arriverà a casa senza ulteriori spese di spedizione.

Tutto il ricavato della vendita sarà devoluto al Centro Missionario Diocesano di Padova per sostenere l'attività missionaria della Mochongoi Catholic Parish in Kenia.

Fare un dono, o donarvi la magnum del Progetto Alba Vitae, ha un doppio valore: è un prodotto di grande qualità dedicato agli appassionati e sostiene l'impegno umano e sociale di progetti solidali.

Io l'ho appena ordinato e sono felice di contribuire a questa splendida iniziativa. Grazie AIS Veneto e grazie ai titolari dell'Azienda Vignalta: sotto il mio albero di Natale ci sarà la vostra magnum di Alba Vitae.

foto credits: AIS Veneto